Sono in molti a provarci ma sono ben pochi a riuscirci.
Parliamo delle capacità di un artista di sapersi muovere indistintamente in diversi campi riuscendo ad eccellere puntualmente in ognuno di essi. Marcell Dettman e Donato Dozzy sono due di questi: il primo, resident del locale di Berlino che più di tutti sembra essere riuscito a raccogliere l’eredità del Tresor, il Panorama Bar, nonché ottimo produttore e artista di punta della Ostgut Ton; il secondo, partito dal Circeo e approdato al Labyrinth Festival in Giappone, in un viaggio che, contando una serie di produzioni a dir poco eccellenti. l’ha visto passare per Roma e per la capitale tedesca.
In pochi ci riescono e ritrovarseli insieme al Brancaleone in occasione del Romaeuropa Festival, accompagnati dall’altro tedesco di casa Berghain, Prosumer, era un appuntamento immancabile.
Locale pieno e atmosfera come non incontravamo da tempo: molte facce note, età media non bassissima e soprattutto tanta voglia di divertirsi.
Warm-up affidato al padrone di casa: atmosfere ambient per Dozzy, suoni ipnotici che lentamente e improvvisamente lasciano spazio alla cassa in quattro che ci fa muovere le gambe: sono sonorità al limite dello psichedelico, ormai splendido marchio di fabbrica del romano, quelle che aprono la serata, prima della valanga tedesca che investirà il dancefloor. Lentamente i suoni prendono corpo, la pista si anima e il comando passa a Prosumer, l’anima più house dell’etichetta berlinese. Piacevole set di stampo tech-house per Achim Brandenburg, che in meno di dodici ore tornerà in patria a suonare alla chiusura del Panorama Bar, ben recepito dal pubblico che balla e che, come non si vedeva da tempo da queste parti, pensa solo a divertirsi. Battute che accelerano sul finale in concomitanza con l’arrivo sul palco della vera guest star della serata: Marcell Dettmann.
Conosciuto per i suoi set lunghi anche più di cinque ore il tedesco da l’impressione di sentirsi libero di poter esprimere se stesso e quello che rappresenta in questo momento: la techno. Dj set piacevole e molto tirato fatto di una cassa che viaggia e non ti permette un attimo di rifiatere: a memoria, meno incisivo dell’esibizione di quest’estate al Sonar, ma in ogni caso sopra molti artisti che è possibile ascoltare in giro in questo momento. Chiude, cosi come a Barcellona, con i Kraftwerk di Numbers e Computer World, in quello che sembra un omaggio al passato e alla propria terra di origine.
Usciamo dal Brancaleone decisamente messi male, ad averle più spesso serate del genere.