Alexander Tsotsos, meglio noto come GummiHz, ha da poco pubblicato l’album “Sleepless Nights” su Mobilee Records, un album per certi versi sorprendente, diverso dalle precedenti produzioni del produttore greco. L’abbiamo intervistato.
Partiamo dallo
pseudonimo che hai scelto: cosa significa Gummihz? E perchè la H è in lettera maiuscola?
Gummi
significa “elastico” in tedesco e Hz è l’unità per misurare le frequenze (ecco
il motivo per cui la H
è maiuscola). Uniscili e otterrai qualcosa come “frequenze elastiche”.
Provieni da
Edessa, un piccolo paese nel nord della Grecia. Che cosa facevi prima di
diventare dj/produttore?
In realtà ho
cominciato abbastanza presto a fare il dj (all’età di 15 anni) e, prima di
questo, ho suonato la chitarra in un paio di gruppi rock.
In seguito ti sei
trasferito in Inghilterra. Che cosa puoi dirmi di quel periodo e quanto si è
rivelato importante per la tua formazione musicale?
Il mio
trasferimento a Londra è stato di grande importanza per allargare i miei
orizzonti musicali. Ho vissuto lì per dieci anni e sono stato esposto quindi ad
un’ampia varietà di culture diverse che mi hanno davvero aiutato a modellare il
mio suono, evolvermi come musicista e crescere come persona.
Poi il trasferimento a Berlino, dove
vivi attualmente. Quando e perchè hai deciso di cambiare nuovamente?
Berlino è forse, al momento, la capitale europea più rilassata. La vita non
è così costosa e c’è meno stress per le strade, se capisci cosa voglio dire. E’
stato importante per me spostarmi a Berlino anche per stare con persone con cui
condividere interessi e passioni simili. Come i tipi della Mobilee e molti
altri. L’ho fatto, in definitiva, sia per lo stile di vita che per ragioni di
carriera.
E non ti manca mai
il sole caldo della Grecia?
Naturalmente
mi manca. Questo è il motivo per cui ogni estate mi prendo una settimana di
vacanza per tornarci e ricaricare le batterie.
Ritornando invece a
Berlino: come sei entrato in contatto con la Mobilee?
E’ stato circa
tre anni fa quando ho cominciato ad acquistare musica dall’etichetta e ho subito
pensato che quella poteva essere l’etichetta per la quale cominciare a realizzare
la mia musica a breve. Così, dopo aver inviato un demo intitolato “What Shakira
Wouldn’t Sing On”, abbiamo cominciato a lavorare insieme sulla mia musica.
Adesso, dopo circa otto produzioni con loro, devo dire che mi sento molto
felice di averlo fatto.
Con quale musica
sei cresciuto? Quali dischi ti hanno influenzato maggiormente?
Sono
cresciuto ascoltando generi musicali differenti. Samba, jazz e la prima house
sono tra le mie più grandi influenze. Canzoni come “Samba De Uma Nota” di
Antonio Carlos Jobim, “Weekend” di Larry Levan e “What is House Music” di
Aphrohead sono solo alcune che spiccano.
“Sleepless Nights”
suona diverso rispetto alle tue precedenti produzioni su Mobilee: più
personale, più melodico, più intenso. Possiamo considerarlo come un cambio di
direzione?
Non direi
tanto un cambio nella mia direzione musicale, in quanto cerco sempre di produrre
lo stile musicale con cui mi sento in sintonia durante la fase creativa. Direi
che si tratta piuttosto di un’introduzione a uno spettro più ampio di generi
musicali che vorrei coprire con la mia musica.
Quanto tempo hai
impiegato per completarlo? L’ultima tua produzione su Mobilee “Under The Sun”
risale al Luglio 2008. Hai trascorso lo scorso inverno a
lavorarci?
Esattamente.
Ho impiegato
circa sette mesi per completare l’intero album. Poi, abbiamo cominciato a
discutere con la Mobilee
i dettagli della confezione, il design e la selezione delle tracce, cosa che ha
richiesto ancora un paio di mesi. E’ importante coprire tutti gli aspetti
necessari di una produzione prima che sia disponibile sul mercato.
Il mio scopo
principale era di mostrare le mie influenze e da dove provengo per quanto
riguarda l’aspetto musicale legato alla dance.
Il titolo
“Sleepless Nights” significa che hai lavorato all’album prevalentemente di
notte o è da riferirsi ai tuoi impegni notturni come dj?
In linea di massima sono una persona
notturna. Volevo esprimere questo agli ascoltatori intitolando l’album in
questo modo. Non siamo un po’ tutti notturni d’altronde? (ride..)
La voce in “Love Call” è la tua e lo stesso per “I Lose
My”. Perché hai deciso di cantare? E’ la prima volta? In ogni caso complimenti
per l’uso e la manipolazione della voce. Ma cosa significa “Emena”?
Emena in greco significa “myself”. Così, se traduciamo, equivale a dire
“GummiHz Feat. Myself”.
Ho registrato queste tracce in un periodo davvero molto triste per me,
mentre stavo uscendo da una relazione. Non ho pianificato molto, è stato giusto
il bisogno di espellere questo stato d’animo che mi ha spinto a cantare in
questi due pezzi.
“Sunshine Dub” e
“Bang” sembrano quasi un tributo alla house francese. Sei d’accordo? Ti piace
quel suono?
Naturalmente.
Negli anni novanta ero davvero perso nel suono dei Daft Punk (considero ancora "Homework" uno dei più grandi
album house di tutti i tempi), di Alan Braxe e, più in generale, della maggior
parte delle produzioni su Roulé, un'etichetta sbocciata dalla metà alla fine
degli anni novanta.
“Moments In Early Night”, uno dei
pezzi migliori (e tra l’altro con un bel titolo), sembra influenzata invece da
suoni balearici e da suoni in stile “E2-E4”. Come è nata e da dove proviene il
titolo?
Inizialmente volevo produrre un pezzo che servisse da collegamento tra le mie produzioni precedenti e questo album. Per cui ho cominciato a creare questa traccia con una linea simile a “Under The Sun”, un pezzo del mio ultimo ep su Mobilee. Successivamente ho realizzato che “Moments In Early Night” è uno di quei pezzi perfetti per chiudere un set e di solito i miei set finiscono al mattino. “Moments In Early Night” è fatta per quei momenti.
- Parliamo un attimo delle collaborazioni dell’album.
Cosa mi puoi dire della collaborazione con Malena Perez?
La maggior parte dei pezzi sono mie produzioni. C’è
solo la collaborazione con Malena Perez.
Ho notato la voce di Malena dopo aver ascoltato una
canzone in cui collaborava con Dennis Ferrer. Devo dire che è una cantante
dotata di grande talento ed è stato un piacere lavorare con lei.
Ti ho visto esibirti
in un buon set all’ormai tradizionale “rooftop party” della Mobilee a
Barcellona lo scorso Giugno. Che ricordo hai del party di quest’anno?
Come sempre
il ricordo migliore riguarda i momenti trascorsi insieme a tutti gli amici e il
gruppo della Mobilee. Devo ammettere che quest’anno è stato davvero speciale.
Ultima domanda:
quali sono le influenze più forti nella tua vita e in musica?
Le mie
principali fonti di ispirazione sono: la vita, la famiglia, gli amici e le
belle ragazze. Dimenticavo: anche un po’ di rhum… (ride..).