Il nuovo anno comincia bene. Benissimo direi. L’iniziativa che il Comune di Roma ci ha proposto presso la ex centrale elettrica Montemartini sull’Ostiense ci fa sorridere al futuro che ci auguriamo sia pieno di questi avvenimenti.
Compositori italiani che formano il gruppo Edison Studio (M.Cardi, L.Ceccarelli, F. Ciafariello Ciardi e A.Cipriani) hanno sonorizzato “Inferno” il primo film italiano della storia cinematografica del nostro paese prodotto da
Francesco Bertolini e Adolfo Padovan nel 1911, due registi Italiani molto famosi a quell’epoca.
Il film narra il cammino di Dante e Virgilio nell’Inferno così come ipotizzato dallo stesso Dante riportando con delle didascalie i passi salienti di alcuni canti della Divina Commedia.
La proiezione della pellicola, recentemente restaurata dalla Cineteca di Bologna, si è incastonata perfettamente nella cornice post-industriale della sala macchine centrale dove predominano le due gigantesche turbine diesel in
disuso ma perfettamente conservate.
Ma l’impatto estetico più sorprendente è stata la simbiosi visiva generata tra le immagini in bianco e nero, gli abiti di scena indossati dagli attori principali (naturalmente Dante e Virgilio che
attraversano i gironi dell’Inferno), e le statue d’epoca romana che sono in mostra permanente nel salone delle centrale. Un lungometraggio di 62 minuti che a stento riusciamo ad immaginare sia stato prodotto cento anni fa, sia per il patos che per l’emozione che suscita la visione delle scene tutte ambientate in zone rocciose, aride e anguste, popolate da uomini nudi e barbuti (i peccatori) e ovviamente da demoni con corna e forca alla mano.
Le immagini dei due grandi poeti che incontrano demoni e peccatori, quest’ ultimi costretti a subire le più disparate e spaventose punizioni, sono straordinariamente “musicate” dal vivo dai compositori che utilizzano sia
effetti vocali che tendono a riprodurre una fonetica nervosa e metalliche sulle labbra mute degli attori nei momenti di dialogo recitato, sia synth di stampo industrial-noisy che creano un vero e proprio fil rouge con gli asset della
location.
Momenti topici della partitura elettronica sono stati sicuramente la tempesta sonora ricreata per accompagnare la terrificante scena del Conte Ugolino che divora il cranio del peccatore imprigionato accanto a lui nella stagno ghiacciato ed il battito dei remi di Caronte scandito da sordi tamburi che quasi seguono una ritmica in 4/4 e che improvvisamente lasciano spazio ad una funesta voce replicante le urla delle anime impazienti nel salire a bordo della barca.
Da citare anche la voce acida e nevrotica di Ciacco che predice a Dante gli anni di conflitto che affronterà Firenze nell’immediato futuro.
L’evento ha rappresentato un esempio perfetto di come la fusione tra arti (cinema, musica, scultura), tecnologia ed architettura, tutte rigorosamente italiane, genera emozioni uniche ed irriproducibile che per una notte hanno
spazzato via la conclamata provincialità europea di Roma, dimostrando il gigantesco potenziale delle nostre risorse nel momento in cui le idee di persone avanguardiste incontrano la volontà delle persone che hanno accesso ai mezzi per concretizzarle.
La speranza è l’ultima a morire.
Author:
Francesco Carella
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