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Intervista con Lee Foss

Lee Foss è stato uno dei produttori più nominati del 2009, sia per le produzioni in proprio su Wolf+Lamb e Culprit che per quelle in team con Jamie Jones, sotto il nome di Hot Natured, su Culprit.
Tra i progetti che lo vedranno coinvolto nel corso di quest’anno ci sono nuove produzioni come Hot Natured (che nel frattempo è diventata anche un’etichetta), nuove collaborazioni con Lee Curtiss e l’album di debutto.
Lo abbiamo intervistato sul finire dello scorso anno.

Allora Lee, come è stato il 2009 per te?

Il 2009 è stato un grande anno per me. Direi che all’inizio dell’anno non avevo bene idea di cosa sarebbe successo ma, durante gli ultimi 12 mesi, sono successe molte cose.
E’ eccitante cominciare a fare tour in modo appropriato, suonare in grandi party e sono davvero felice che le mie produzioni siano state ricevute bene e la gente stia cominciando ad avere l’occasione di ascoltare la mia musica.

Per cominciare, puoi raccontarci come sei arrivato alla produzione di musica elettronica?

Quando sono rientrato da Ibiza nel 2004 ho capito che mi sarebbe piaciuto iniziare con la produzione.
Jamie (Jones, ndr) aveva cominciato a produrre con Reason e io lo avevo visto qualche volta, per cui avevo una vaga idea di come fare.

Ho acquistato un computer ma ho impiegato molto tempo a imparare ogni cosa da autodidatta e ho avuto bisogno di molto tempo per il mio trasferimento a Los Angeles, per poter lavorare a tempo pieno sulla musica nel 2008 e imparare Ableton Live per cominciare a realizzare tracce pubblicabili.

Quindi, cosa puoi dirmi a proposito della tua musica? Puoi descrivermi come è composto attualmente il tuo studio? Che cosa utilizzi per produrre musica?


Produco con Ableton Live su un Mac Pro, per quanto riguarda l’attrezzatura utilizzo una Roland MKS 80, una Roland Juno 106, un Minimoog Voyager, una Dave Smith Prophet 08 e sono stato fortunato abbastanza da usare una Roland Jupiter 8 in alcuni dei miei pezzi.
Possiedo svariate raccolte di campionamenti che utilizzo, e penso che la cosa più importante sia quella di avere buone buone idee. Ci sono un sacco di produttori in giro che, con ogni probabilità, sono più bravi con tastiere e tecnica, ma alla fine della giornata quello di cui hai bisogno è avere buone idee.

Sei un tipo da hardware o da software?

Sono un tipo da hardware, non riesco a ricordare l’ultima volta che ho usato un “plug in” come fonte di suono, c’è un “plug in delay” che utilizzo ma, oltre a questo, non uso software per niente se non per le sequenze.

C’è un pezzo che preferisci in tutta la musica che hai realizzato finora?

“Wintertime” prodotta come “Hot Natured” è la mia preferita, l’ho composta insieme a Jamie Jones e dovrebbe essere fuori a breve.
E mi piace molto questo pezzo che ho realizzato ieri, intitolato “Run Around”, ma nessuna delle due tracce è ancora disponibile. Sono comunque abbastanza soddisfatto di tutto quello che ho fatto.

Parliamo dell’ep “The Edge”. Che cosa puoi dirmi a proposito?

Si tratta del mio primo ep da solista per Culprit.
La maggior parte dei pezzi è stata scritta durante la scorsa estate mentre stavo lavorando al mio album (ed era concepita per l’album) ma abbiamo deciso di pubblicare prima un ep in autunno e queste erano le canzoni che l’etichetta ha pensato potessero rappresentare meglio il mio suono e che avrebbero formato un ep interessante.

E’ difficile, per me, giudicare i miei sentimenti su questo ep perché sto migliorando così tanto ogni mese come produttore che di solito ho giudizi ambivalenti a proposito della mia musica, quando esce, perché l’ho ascoltata così a lungo e perché nel frattempo ho cose migliori finite, ma sono ancora orgoglioso di questo ep, rappresenta il lavoro che ho fatto per arrivare dove sono.
Sono felice che sia stato ricevuto bene e che la gente lo stia suonando.

Mi è sembrato di sentire nella title-track echi di “Drink To Get Drunk” di different Gear. Ne sei al corrente?

Non ci avevo pensato ma è un complimento carino, quello era davvero un buon disco.

Con quale musica sei cresciuto?

Sono cresciuto ascoltando hip-hop degli anni novanta, r&b e new jack swing.
Questo è ciò che mi ha fatto diventare un appassionato di musica ed è quello che ancora mi piace ascoltare nel mio tempo libero.

Quando ho cominciato a fare il dj mi sono immerso nel funk e nella disco anni ottanta, ma non si trattava di qualcosa che avevo ascoltato a casa da bambino o da adolescente.
Certamente io e i miei amici eravamo immersi nell’hip-hop ma per fortuna in un’epoca in cui significava qualcosa.

Ti ricordi alcuni dei primi dischi che ti hanno colpito?

Da bambino ricordo di essermi innamorato dell’album “Thriller”.
Quando ho avuto l’età per poter comprare musica io stesso ricordo di aver amato “Real Love” di Mary J. Blige, “Ready To Die” di Notorious BIG, “The Chronic” di Dr Dre, fondamentalmente hip-hop e r&b del biennio 92/93. Per quanto riguarda la musica dance, “Homework” di Daft Punk e “Music Sounds Better With You” di Stardust portarono il mio interesse verso la house e cominciai a fare il dj.

Penso che il fatto di abitare a Chicago sia stato una fortuna: sono andato dritto verso la house invece di cominciare ascoltando trance o progressive. Penso che mi abbia aiutato il fatto di essere interessato alla disco o altri generi che hanno ispirato la mia produzione.

Parliamo del tuo trasferimento da Chicago a Los Angeles. Perché?

I Droog stavano cominciando a fare davvero dei grandi party e io li visitavo spesso per suonare; ho visto quanto potesse essere una buona scena e un’opportunità per creare un marchio se avessimo lavorato insieme.

E’ stato necessario un po’ di tempo e molto duro lavoro, che penso mi abbia ripagato.
E’ stata una decisione difficile da prendere.

Io e la mia ex ragazza stavamo guadagnando molti soldi a Chicago, stavamo lavorando molto come dj là, così abbiamo smesso una cosa sicura prendendoci un grosso rischio. Ci sono cose di cui mi dispiace, per aver deciso di partire così in fretta e per quanta pressione mi ha messo addosso da poter teoricamente crollare negli ultimi due anni, ma alla fine sono stato parte di un grande numero di party e di una nuova etichetta davvero cool che mi ha impegnato a diventare un produttore eccellente.

Come si presenta Los Angeles di questi tempi? Sembra che stia crescendo una nuova scena elettronica in città. Puoi raccontarmi qualcosa?

Per quanto mi riguarda, la scena ruota attorno ai party della Culprit, allo Standard in estate. Ho amici che provengono da ogni parte degli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna per questi party.
Ad essere onesti, non sono sicuro di quanto possa ancora crescere la scena ma ha organizzato alcuni party grandiosi che hanno fatto sentire tanti artisti come a casa e che hanno aiutato a fondare l’etichetta.

Come è nata la tua amicizia con Jamie Jones? Quando è cominciata la tua collaborazione musicale con Jamie?

Ho incontrato Jamie nel 2001 a Ibiza, dove eravamo soliti abitare insieme durante le stagioni e sono andato frequentemente a Londra a trovarlo.
Quando ha cominciato a crescere come dj, l’ho invitato per alcune delle sue prime uscite internazionali ed è venuto spesso a suonare per me sia a Chicago che a Los Angeles. Jamie è sempre stato uno dei miei migliori amici.
Abbiamo spesso fatto i dj insieme e ci siamo scambiati musica ma abbiamo cominciato a collaborare insieme solamente ad Agosto dell’altro anno, pertanto da poco più di un anno.

E’ stato giusto qualcosa che ha avuto senso una volta che sono cresciuto al punto di essere bravo abbastanza per contribuire, perché Jamie è un grande produttore, per me il migliore del mondo. Ha significato qualcosa per me il fatto che avessi raggiunto un punto in cui Jamie si sentisse coinvolto nella musica che stavo facendo e che avessi una serie di abilità che mi permettessero di contribuire davvero durante la collaborazione.

Come è stato lavorare con Jamie Jones?

E’ stato grandioso, non ero in grado di lavorare con successo con nessuno, fatta eccezione per Lee Curtiss. Sono proprio una di quelle cose, le collaborazioni, in cui non sai mai se funzioneranno. C’è gente che proprio non funziona in studio.
Io e Jamie funzioniamo molto bene, rispettiamo le nostre opinioni, abbiamo gusti simili e buone idee, così il lavoro viene naturale.

E cosa mi dici del vostro progetto Hot Natured? So che adesso è diventato anche un’etichetta. C’è del nuovo materiale in arrivo sia per il progetto che per l’etichetta?


Esatto, Hot Natured è il nostro nome come duo di produzione e sarà anche il nome della nostra etichetta.
La nostra collaborazione continua, abbiamo un nuovo ep che uscirà su Culprit a Gennaio e un nuovo ep sulla nostra etichetta in uscita probabilmente a Febbraio.

Un altro edit come Hot Natured dovrebbe uscire presto sulla nostra etichetta. Per quanto riguarda l’etichetta, abbiamo in previsione di uscita una traccia fantastica di Jamie intitolata “Ruckus (to the ladies)”, un grande ep di Robert James, materiale di Clive Henry + Jamie e del mio materiale.
Dovremmo realizzare un ep originale e un edit ep ogni mese a partire da adesso sulle etichette.

Come si svolge una tua tipica giornata? Stai ancora lavorando al nuovo album o è concluso?

Sono stato a Londra sei settimane, lì sono stato per un po’ in studio e ho fatto qualche serata da dj in Gran Bretagna.
Ho realizzato alcune produzioni originali e alcune come Hot Natured. Non sono davvero sicuro di quanto di questo materiale andrà a finire sull’album.

Sto cercando di evolvermi e la musica che sto facendo è un po’ diversa da quella composta per l’album. Non penso che l’album sia completamente finito, cercherò di completarlo a Gennaio di ritorno a Los Angeles.

Una volta ritornato a Los Angeles la mia giornata tipo sarà di lavorare in studio, andare alla spiaggia, giocare con i miei gatti e rimettermi al lavoro.

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo album?

Di sicuro avrà un tema e un concetto. Ho lavorato duramente, specialmente in estate e sento che sarà davvero piacevole ascoltarlo dall’inizio alla fine.
Ci sono alcuni intermezzi e alcune tracce veloci di hip-hop, direi che la musica rispecchia il mio suono, profondo, malinconico, elettronico, significativo.
Spero sia qualcosa che la gente ascolti direttamente tutta d’un fiato perché quello è certamente l’intento.

Come sei arrivato a incidere per Culprit?

Culprit è l’etichetta che ho aiutato i Droog a far partire. Penso sia qualcosa che ho sempre avuto in testa quando mi sono trasferito a Los Angeles.

Ho visto un’opportunità di fare grandi party lì, unendo le mie forze a quello che i Droog stavano facendo. Da allora, loro hanno fatto un gran lavoro facendo partire l’etichetta e penso che la musica e la presentazione parli per loro.

Quali sono i tuoi piani per il 2010 sia per quanto riguarda il djing che per la produzione?

Nel 2010 sarò negli Stati Uniti da Gennaio a Marzo per terminare il mio album e cominciare il progetto di un album con Jamie Jones.
Non vedo l’ora poi di essere a Miami, dove dovrei debuttare con un live set e dove faremo un altro party come Hot Natured che chiuderà la Winter Miami Conference la domenica notte.

Sarò nuovamente in tour in Europa ad Aprile, negli Stati Uniti a Maggio e a Detroit per il Movement Festival con un altro party come Hot Natured.
Sto programmando di trascorrere l’estate in Europa/Londra. Oltre tutto questo, non ho piani particolari di produzione tranne continuare a lavorare il maggior tempo possibile e fare musica di cui possa essere fiero. Spero anche di tornare a lavorare in studio con Lee Curtiss.

Sono contento che Hot Natured stia andando avanti sia come etichetta che come duo di produzione e questo dovrebbe darci un grande sfogo creativo.

Author: Antonio Di Gioia Published: