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Biosphere@Auditorium di Roma

Geir Jenssen, aka Biosphere, è l’artico fatto musica. E’ la rappresentazione sonora dei landscape più avanzati del Nord Europa. E’ la sperimentazione e la ricostruzione dei suoni primordiali della natura.
Un artista attivo fin dai primi anni ’90 vero precursore dell’ambient music ma anche avanguardista del suono techno scandinavo.

Biosphere è da sempre impegnato nello studio attivo delle vibrazioni provenienti dall’ambiente che lo circonda, primo fra tutti quello delle lande isolate di Tromso cittadina norvegese dove vive a 400 miglia dal Circolo Polare Artico, mediante session di registrazione direttamente “on the field”.
Da ricordare inoltre che proprio il suo moniker è inspirato alla Biosphere 2 Space Station Project, una gigantesca cupola di vetro del deserto dell’Arizona al cui interno hanno vissuto intere famiglie per sperimentare la possibilità di vivere nello spazio in colonie autosufficienti.

Traendo spunto da un suo recente viaggio in Vietnam il produttore scandinavo ha realizzato un progetto ad hoc per la Fondazione Musica per Roma, dal nome “Mekong Project – Studio”. Coadiuvato dal percussionista Gianluca Ruggieri e da Manuel Zurria, un rumorista che utilizza il vetro ed i strumenti a fiato, Jenseen si è spinto oltre l’oscultazione dei rumori della terra.

Sopra le evoluzioni oscillanti dei sibili provenienti dallo sfregamento del bordo di bicchieri, sul ribollire delle bolle d’acqua create a fiato o sul suono tipicamente orientale dei gong, Biosphere modula synth siderali e rarefatti ridisegnando fedelmente la sensazione acustica che si ascolta nel profondo di una foresta pluviale.

Interessante il lavoro del rumorista Manuel Zurria quando propone un assolo minimalista solamente sbattendo velocemente due sassi tra di loro senza perdere un colpo tra ogni singola percussione.
La sperimentazione ambient con Biosphere ha ancora un senso ed un futuro.
Author: Francesco Carella Published: