Ecco a voi l’intervista realizzata con Mike Vamp in occasione del suo dj set perugino ad Electro Lab, buona lettura!
Ciao Mike, siamo veramente molto felici di poter scambiare due chiacchere con te. Avere un’ artista del tuo calibro ad Elektro_Lab è veramente un onore, è la tua prima volta in Italia come solo project?
Grazie, il piacere è tutto mio. Si è la prima volta che suono in Italia da solo e credetemi non vedo l’ora!
Partiamo dall’inizio della tua carriera e parliamo delle tue radici punk, nel 1979 facevi parte degli “Screen”, parlaci di questa esperienza e di com’era il clima musicale in quegli anni.
Mio Dio , è passato tanto tempo….vediamo . Si in quegli anni vivevo a Francoforte e probabilmente gli SCREEN erano l’unica Punk band della città, il nostro sguardo era rivolto a Londra e a Band come THE CLASH, THE STRANGLERS , THE WIRE, avevamo tanta voglia di fare e ci sentivamo davvero ispirati a far diventare musica le nostre sensazioni. Con me nella band c’era Thor Kunkel (oggi un famoso scrittore Tedesco) che era mio compagno di classe all’istituto d’arte e insieme avevamo la passione per il fumetto, ecco la ragione per cui siamo diventati amici.
Mia madre dopo aver ottenuto il divorzio dal mio padre Italiano, mi regalo’ una chitarra per non farmi sentire triste. Andavo ad una serie di terribili concerti rock e guardavo i chitarristi suonare. Provavo a ricordare certi accordi e a riproporli ma non era il mio forte ….ho sempre odiato gli assoli ero piu’ tagliato per la melodia , per la noise.
Una volta un nostro fan che faceva il dj in un locale organizzo’ una data per noi, alla serata c’erano solo spacciatori puttane e protettori. L’unico ad applaudire era il nostro amico e alla fine riuscimmo a finire il nostro concerto senza morire ammazzati…… in quel momento ho capito quanto era importante credere in quello che si fa.
Come ti sei avvicinato alla musica elettronica?
Quando mi sono trasferito a Berlino ho provato a mettere insieme una band ma tutti pensavano solo a fare baldoria e nessuno prendeva sul serio la cosa, cosi ho inziato a lavorare da solo. Mi sono comprato una piastra a cassette 4 tracce, una Roland 303, una 606 e un Timpano e ho inziato a produrre la musica che avevo in testa ed aveva diversi risvolti dance. Ho conosciuto poi David Harrow (Anne Clark, Dub Syndicate etc) e con lui ho fatto le mie prime registrazioni.
Nel 1980 sei approdato a Berlino ed hai vissuto gli ultimi anni della divisione tedesca.In che parte della città risiedevi e com’era la scena musicale nella capitale prima e dopo il 9 novembre 1989?
Ho sempre vissuto a Berlino Ovest e il giorno della caduta del muro ero quasi pronto per fare i bagagli, prendere le mie cose e tornarmene a Londra, ma alla fine sono restato. Per quanto riguarda la scena musicale, ad est c’era un bel fermento ma ad ovest c’era un organizzazione piu’ capillare ed una professionalità maggiore, oggi non si puo’ piu’ dire che ci siano differenze.
Nel 1997 c’è l’incontro artistico con Clè, per la rivisitazione in chiave elettronica del “Don Giovanni “ di Mozart , parlaci un po’ di quello che ha significato a livello artistico questo lavoro per te e dell’inizio di quello che poi sarebbe diventato il progetto Märtini Brös.
In quegli anni si suonava molta drum’n bass ma in realtà mi aveva un po’ stufato… cosi’ il mio agente per una serie di coincidenze mi propose questo folle progetto perché DR MOTTE lo aveva rifiutato.
Scelsi personalmente Clè perché aveva lavorato all’ E-werk.
Durante il lavoro per il DON GIOVANNI ci venne chiesto di fare un remix con il sample: “I m in love with you - why don t you love me too?” Il nostro primo mix venne rifiutato dai produttori ma STEVE BUG , che all’epoca era l’owner della Raw Elements, lo fece uscire lo stesso con il nome Material Love. Allora non potevamo sapere che avremmo lavorato per piu’ di dieci anni insieme cosi’ ci trovammo un nome abbastanza stupido, in fondo doveva servire solo per una traccia : MARTINI BROS ( Ride..)
Nel 2008 con i Märtini Brös , avete partecipato alla Love Parade di Dortumund presentando la performance di “Flash” con la “Strings of Love Orchestra”, parlaci di quell’esperienza e di quanto la musica elettronica è secondo te connessa, con la musica classica.
La Loveparade è stata sicuramente una delle esperienze piu’ importanti che io abbia mai avuto.
400.000 persone davanti al palco con un orchestra classica ad un evento techno….. non ti nascondo che ce la siamo letteralmente fatta dentro i pantaloni!
Se volete sono disponibili anche dei video dove si vede che facciamo musica dal vivo nel vero senso della parola e non campionamenti vari.
www.myspace.com/maertinibroes
oppure www.youtube.com/audioparkstudio
dove abbiamo messo le singole tracce di quella performance.
Penso che musica classica ed elettronica non siano molto distanti ma non sempre è scontato accostare i due generi , fra i miei illustri colleghi penso che ci sia chi c’è risucito come nel caso di JEFF MILLS, e chi no come RICARDO VILLALOBOS che comunque rispetto moltissimo come artista.
L’Arena Club, un concetto di Club veramente innovativo, struttura polivalente per varie attività culturali e non, raccontaci dell’ideazione del progetto. Ti saresti mai aspettato così tanto successo per questo Club?
Quando sono arrivato all’Arena Club l’impianto faceva letteralmente schifo, era Ottobre, non avevamo il riscaldamento e all’interno c’era solo una toilette. In questi anni di esperienza ho imparato che il locale dove ti esibisci puo’ anche essere di basso profilo, ma il sound system deve funzionare bene ed essere di buona qualità. Odio quando sei in pista e non riesci a capire una parola di quello che il tuo interlocutore dice, perché l’impianto è al massimo del volume. Sono rimasto piacevolmente sorpreso del successo che ha avuto il locale dopo il mio lavoro.
Berlino , la capitale europea della la musica dance, molti turisti ormai vengono li come in una sorta di Ibiza del continente. Che cosa ne pensi e come pensi che andrà per il futuro?
La realtà è che i voli ormai costano davvero poco , se penso ai giorni dell’eruzione del Vulcano in Islanda, la città era vuota. C’è da dire poi che è anche l’unica città al mondo dove i club possono stare aperti 24 ore su 24 . Ho molto rispetto per i pioneri dell’elettronica dei primi anni ’90 che hanno contribuito a rendere Berlino la città che è ora.
Per saperne di piu’ basta andarsi a vedere l’evoluzione della città dalla guerra alla Loveparade e si avranno molte risposte.
Ibiza? Noooo…Ibiza è per i tossici e per gli hippies!
Le tue produzioni sono sempre molto creative , che cosa t’ispira da così tanti anni?
Bhè grazie mille . La mia vita affettiva e la mia vita on stage.
Quali sono i progetti per il futuro dei Martini Bros e dove ti vedi nei prossimi anni ?
Con i Martini abbiamo appena finito di registrare il nuovo disco che si intitolerà “Moved By Mountains” e che uscirà quest’anno.
Ci sono molte collaborazioni importanti come David Harrow, Louie Austen, Eric D. Clark e molti altri. E’ un gradino in piu’ per noi !
Per quanto mi riguarda voglio fare la cosa giusta …..e non smettere mai di dipingere quadri con la musica….
Author:
Federica Lucarelli
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