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15 Questions to: Ninca Leece

NINCA LEECE – 15 QUESTIONS TO

1. Da dove provieni e dove risiedi attualmente?

Sono originaria di Rennes, in Bretagna (nord-ovest della Francia).
Sono partita quando avevo 20 anni per Amsterdam per motivi di studio. Ho studiato per 5 anni voce e produzione musicale al Conservatorio di Rotterdam.
Mi sono trasferita a Berlino 3 anni fa, inizialmente per studiare musica per film per un anno. Questa è stata la migliore decisione presa in anni. Stavo aspettando da tanto tempo di lasciare l’Olanda e stavo cercando fortemente di trasferirmi a Berlino. Ero ossessionata da Berlino già da un po’ di anni e visitavo amici lì molto spesso.

2. Per coloro che non ti conoscono, puoi raccontarci qualcosa di te?

Sono una sognatrice/combattente/cantante/autrice di canzoni/produttrice, che sta compiendo con passione e fierezza la propria missione sulla terra e producendo musica al meglio delle proprie possibilità.

3. Raccontami la tua evoluzione musicale: con quale tipo di musica sei cresciuta e quali sono i primi dischi di cui ti sei innamorata davvero?


I miei genitori ascoltavano molto Serge Gainsbourg, Nina Simone, Cat Stevens, Simon and Garfunkel, Leonard Cohen, Joe Dassin, Charles Aznavour, disco music e musica anni ottanta – anche molta canzone francese come Alain Souchon, tra gli altri.
Una delle prime canzoni che ho registrato sul mio piccolo ‘ghettoblaster’, quando avevo circa sette anni, è stata “Essa Moça Ta Differente” di Chico Buarque e poi “Everybody’s Got To Learn Sometime” dei Korgis. Ancora adesso due delle mie canzoni preferite di tutti i tempi..

Questo è anche come è cominciato il mio forte amore per la musica brasiliana.
Il mio amore per la musica è cominciato quando avevo sei anni ed è stato con il pianoforte.
Ho studiato pianoforte classico fino intorno ai 20 anni, quindi ha avuto un effetto piuttosto duraturo su di me. Ho terminato il conservatorio quando avevo 15 anni e sono entrata in una band per suonare il basso e cantare melodie eteree ispirate da Slowdive e My Bloody Valentine. All’epoca, insieme ai miei amici, ascoltavamo gruppi indie-noise e anche alcune band elettroniche come New Order, 808 State ecc.

I primi dischi che mi hanno cambiato la vita per sempre sono stati: ‘Isn’t Anything’, ‘Loveless’ – My Bloody Valentine, “Technique” - New Order, “The Queen Is Dead” - The Smiths  / “Intégrale Des Oeuvres Pour Piano” - Debussy / “Ma Mère L’Oie” – Ravel / “Green Mind” - Dinosaur Jr / “Everybody’s Got To Learn Sometime” - The Korgis  / “I’m Not In Love” - 10CC.

4. Come ti sei avvicinata alla musica elettronica?

Il mio ragazzo dell’epoca stava già producendo da un po’ di tempo e questo mi ha ispirato l’acquisto di un Korg M1 quando ho compiuto 18 anni.
L’ho comprato da un musicista americano. È una storia misteriosa. Ho toccato anche un SH-101 per la prima volta allora, e questo è come il mio amore irreversibile per le manopole e i suoni strani è cominciato e non si è mai fermato.

5. Potresti descrivermi il tuo studio e con quale strumentazione produci musica?

Lavoro con una tastiera, una “nord G2 Modular”, laptop, mixer “mackie 12-02”, “Neumann tl-103” (funziona benissimo con la mia voce, ho esitato per settimane e deciso di trattare la mia voce dopo aver cantato sei notti alla settimana per tre mesi in un bar-club a Beijing nell’estate del 2007), xilofono, percussioni diverse e creatori di rumori (giocattoli o casio vl-tone).
Faccio spesso registrazioni all’aperto, rumori che processo e incorporo nella mia musica. Registro anche spesso chitarre, specialmente con effetti a pedale. Amo lavorare su più strati.

Ho lavorato per anni con “Cubase” (ho cominciato tredici anni fa) e sono passata di recente a “Logic”. Sono molto contenta per questo. Uso “Ableton Live” per i miei concerti ma non posso ascoltare i suoni stereotipati che la gente che lavora con esso finisce con il produrre.

6. Su cosa stai lavorando al momento?


Ci siamo rinchiusi con il mio ragazzo Bruno Pronsato lo scorso inverno e abbiamo appena finito un ep per il nostro nuovo progetto ‘Public Lover’. E’ bello e risolutamente low-fi. Che è definitivamente una boccata di aria fresca in questa era iper-digitalizzata e in cui ‘ognuno può fare tutto’.

Sono tornata a praticare la mia voce tutti i giorni. Sto tornando nuovamente a esercitarmi un’ora ogni giorno. Ho anche lentamente cominciato a lavorare al mio secondo album. Non voglio spendere così tanti anni come ho fatto per il mio album di debutto. E’ eccitante e meno spaventoso di quanto pensassi fino a questo momento. Seguo solo il mio cuore.

7. Che cosa stai promuovendo e quali date hai in previsione?

Ho recentemente promosso il mio album che è stato pubblicato ad inizio anno e sto attualmente promuovendo il mio ultimo ep “Feed Me Rainbows” che è stato pubblicato il mese scorso su ‘thesongsays’.
Suonerò allo ‘Schirn Kunshalle’ il 01/06. E’ uno spazio d’arte bellissimo.… Suoneremo come ‘Public Lover’ il 12/06 a Washington e il 13 a New York.
E’ la prima volta che suonerò negli Stati Uniti per cui sono abbastanza elettrizzata. E in Giappone ad Agosto.. che è uno dei miei sogni da tanto tempo. Suoneremo anche al “Fresh Festival” in Galizia il 02 Luglio. E al Watergate a Berlino più tardi nello stesso mese. Suonerò inoltre a Luglio al Museo Van Gogh. Amo lavorare con i musei. Al Museo Van Gogh svilupperò una performance intorno ad un tema, questa volta è Shakespeare. Così ispiratore!

8. Ti esibisci come dj o suoni dal vivo?

Suono musica dal vivo (laptop/macchine analogiche/tastiere e canto). E’ più eccitante per me salire sul palco e ‘fare la mia cosa’ dall’inizio alla fine. Penso di essere abbastanza fortunata di essere in grado di cantare e suonare le tastiere riuscendo ad incorporare questo in un live-set elettronico.
Sto lavorando da Gennaio al mio nuovo live-set techno, già suonato qualche volta e andato bene.

9. Il tuo punto più alto e il tuo punto più basso del 2009?

L’incontro con il mio ragazzo nel Gennaio 2009: stavamo suonando insieme a un party a Bari.
Devo dire che è stato come un incontro tra titani! Sono stata davvero impressionata dal suo live-set e mi sono sentita immediatamente molto ispirata da lui così che abbiamo finito per improvvisare insieme. Prima premessa del progetto Public Lover.

Il mio punto più basso: non realizzare ancora il mio album. Non fare una vacanza al sole (ne ho bisogno una volta all’anno per ricaricare le mie batterie). E, naturalmente, se posso aggiungere altri punti bassi, tutti quei disastri sulla terra ultimamente, che dovrebbero ricordare a tutti noi che dovremmo cercare di imparare meglio come vivere in armonia con la nostra madre terra..

10. Quale è stato il tuo pezzo preferito del 2009 e qual è il tuo pezzo preferito di quest’anno fino a questo momento?

“Grizzly Bear: Cheerleader”. O “Ready, Able”. No, “Cheerleader”. Domanda difficile!
Quest’anno: hmm.. questa è davvero molto difficile..ci sono già così tante canzoni magnifiche da cui sono dipendente!
Probabilmente “Atlas Sound: Walkabout”. Mi sento come se potessi conquistare il mondo quando l’ascolto. Una delle canzoni più esaltanti che abbia ascoltato di recente.

11. Che cosa ti piace fare nel tempo libero in cui non ti dedichi alla musica?

Camminare con le mie cuffie, guardare film, incontrare amici, ubriacarmi con i miei amici, leggere poesie, cucinare con un buon bicchiere di vino in mano e adorare il mio ragazzo.

12. Una cosa che Ninca Leece è e tre cose che non è?

Una fontana di emozioni.
Tre cose che non è: annoiata / codarda / arrogante (odio questo, specialmente nell’industria musicale, piena di vigliacchi).

13. Di cosa sei maggiormente orgogliosa?

Del mio album di debutto. Anche se ci sono già così tante cose che avrei fatto diversamente. Ma è stato importante realizzare questa collezione di tracce e averlo fatto per potermi muovere nel prossimo capitolo musicale della mia vita.

14. Che cosa vorresti dimenticare?

La recente scomparsa della mia migliore amica italiana e quanto velocemente passi il tempo.

15. Dove ti vedi nei prossimi dieci anni?

Il più possibile vicino alle stelle.
Vivendo felicemente e invecchiando con il mio uomo e il (i) mio (miei) bambino (i), facendo musica senza pressione né politiche, cantando un paio di ore ogni giorno, suonando il pianoforte, scrivendo più musica per film, tutto questo vicino alla natura, in un posto soleggiato.
Non deve essere in Europa.
E se fosse vicino al mare (da cui provengo), tanto meglio.
Author: Antonio Di Gioia Published: