Fin dall'esordio questa rubrica ha sempre dato spazio a dj e producer: con questa intervista apriamo le porte ad una figura tecnica, un "artigiano del giradischi", come mi piace definirlo, innamorato del vinile e dell'alta fedeltà: Steezo .
Benvenuto Steezo.
Provieni da quella grande terra che è l' Umbria, in cui la cultura del vinile non ha mai smesso di esistere. Puoi raccontarci come è iniziato il tuo viaggio nel mondo della musica?
Sono perugino di adozione a dire il vero, vivo in questa terra meravigliosa da oltre 10 anni. Sono nato nel profondo sud, al mare, e questo si riflette sul mio carattere. Sono andato via abbastanza presto e ho girato un pò tutta l'Italia e diversi posti all'estero, ho vissuto in Australia ed in Germania per periodi molto lunghi, poi sono approdato per motivi di studio a Perugia e me ne sono innamorato, decidendo di farne la mia città adottiva. La musica mi ha sempre accompagnato nei miei spostamenti, è stato il sostegno nei momenti meno felici e la colonna sonora dei periodi belli. Dal mangiadischi Penny dell'infanzia, alle cassettine mixate negli anni 80, e poi dischi cd e compagnia bella la musica è stata sempre presente nella mia vita.
Quali sono i generi che prediligi?
Mi piace spaziare molto, ispirazioni ed idee arrivano da generi che non ti saresti mai aspettato. Tra tutti primeggiano il Funky, l'House e la Italo Disco.
Quando è nata la tua passione per i giradischi?
Nei primissimi anni '90, prima modificai il giradischi dell'impianto stereo di mio papà, un Kenwood a cinghia che era adatto solo come soprammobile, inserendogli un variatore di velocità e il tasto per lo start stop, poi passai agli SL-BD22 della Technics che avevano un vero pitch ma erano sempre a cinghia e dalle prestazioni modeste, per poi arrivare alla macchina dei miei sogni che era il Technics SL-1200.
In un mondo che va sempre più veloce, in cui il consumismo detta le regole generali, hai deciso di intraprendere un lavoro artigianale, che necessita di calma e tempo, oltre che di passione ovviamente.
Puoi descriverci i tempi e le fasi di un restauro standard?
Hai ben descritto la realtà quotidiana, fatta di tempi strettissimi e caratterizzata dalla fretta, che si riflette anche nei rapporti umani.
Io ho deciso di andare controcorrente, la revisione totale di un SL-1200 infatti necessita i moltissimo tempo e pazienza, per avere un risultato ottimale che possa garantire altri decenni di uso senza problemi di queste meravigliose macchine, costruite per durare e per essere riparabili, al contrario del 90% delle attrezzature attuali.
Si inizia con lo smontaggio totale, le scocche vengono lavate e sanificate, all'interno trovo sempre qualcosa che mostra la storia della macchina, coriandoli, risultanze di carta dalle copertine dei dischi, anche delle monete insieme a molti insetti che hanno deciso di vivere al riparo dal mondo esterno nella solida scocca del 1200.
In seguito passo a revisionare le parti meccaniche che avevo precedentemente rimosso dalle scocche, tutto viene smontato come in fabbrica e ripulito con una speciale lavatrice ultrasonica, il perno maestro viene poi lappato per garantire il corretto accoppiamento con il piatto rotante, quest'ultimo viene ripassato a macchina CNC - usando un perno che ho modificato apposta - per ripristinare la lucentezza dei "pallini". Il braccio e la sua base subiscono anch'essi uno strip completo che serve anche a controllarne la funzionalità, il braccio infatti - assieme al pitch fader- è il componente che più soffre nel 1200. Basta un trasporto col contrappeso non rimosso ed i cuscinetti del braccio si bloccano, determinandone l'assoluta imprecisione e nei casi più gravi frenano il braccio. Questo implica necessariamente la sostituzione.
Si prosegue con il ripristino delle luci led a seconda dei gusti del proprietario, mentre per la lampada illuminastilo - un'esclusiva che ho progettato e produco in proprio - propongo solo il bianco, è una luce di servizio e non ha senso farla colorata, si perde il 90° della potenza luminosa.
Controllo il pitch fader che spesso è da cambiare, elimino lo scatto sullo zero se al proprietario fa piacere, ritesto tutto e lo rimonto con le dovute accortezze sulla scocca.
Ho volutamente tralasciato tutte le piccole lavorazioni intermedie per non annoiarvi troppo, sono però necessarie e sono quelle a differenziare un lavoro ben fatto da uno così così.
So che effettui anche delle particolari modifiche, di tua invenzione, ce ne parli?
Oltre alla citata lampada stilo di durata praticamente eterna ho studiato e realizzato con molto successo una modifica che permette di eliminare uno dei più grossi punti deboli del 1200: i cavi di segnale.
Realizzo una piastra con le prese rca che va sul retro del giradischi, al posto di una cerniera del coperchio parapolvere.
Questa modifica permette di usare qualsiasi tipo di cavo segnale si preferisca, eliminando per sempre il problema dei cavi corti, tranciati o rovinati con cui ogni possessore di 1200 si è scontrato almeno una volta.
Inoltre è una modifica totalmente reversibile e non invasiva, chi lo desiderasse potrà tornare in futuro ad utilizzare i soliti cavi fissi, ma è altamente improbabile vista la comodità pazzesca che offrono.
Ho inoltre sviluppato per uso hi-fi una modifica che permette di avere un collegamento senza soluzione di continuità dal connettore testina alle prese rca, senza saldature in mezzo. Alle prove d'ascolto si è dimostrata eccellente.
Conosci ogni componente del Technics SL 1200: puoi svelarci i suoi punti deboli?
A dirla tutta il 1200 ha pochi difetti: come ho detto i cavi di segnale, non eccelsi e che dopo qualche anno soffrono per le pieghe che inevitabilmente devono fare uscendo dal sottoscocca del piatto, anche le spine rca sono di fattura inadeguata all'oggetto.
La lampada illuminastilo originale, al neon a 21V che è molto sensibile agli scossoni bruciandosi facilmente.Essendo laboriosa la sostituzione molti esemplari sono da anni senza più illuminazione puntina. Inoltre gli esemplari fino a metà anni '90 hanno un sistema di arresto della salita della lampada che col tempo cede, questo provoca il consumo delle guaine dei cavi elettrici della lampada che se arrivano a toccare la parte della lampada in ottone provocano dei danni sulla scheda madre, mettendo fuori uso il piatto. Diversi 1200 mi arrivano in questo stato, derivanti da operazioni di sostituzione della lampada effettuate con troppa leggerezza.
Sempre sugli esemplari fino a metà degli anni 90 il pomellino dell'accensione può staccarsi facendo cadere il suo perno nella scocca rendendo impossibile accendere il giradischi. Anche lì si interviene aprendo e sostituendo il componente col pezzo aggiornato.
Domanda a bruciapelo: è meglio un Technics nuovo originale o uno rigenerato "by mr. 1200"?
Eheh, diciamo che io cerco di eliminare i pochi punti deboli che tutti i 1200 si son portati dietro fino a fine produzione.
Quale è stato il "paziente" più anziano che è passato sotto le tue mani?
Spesso càpitano macchine del 1982, 1983 che sono esemplari della prima serie con diverse differenze, quella più evidente è il fondo in gomma molto più spesso che sostituisce la base sorda interna adottata dal 1984 in poi. Il più vecchio però è un prima serie del 1979 che fa parte della mia collezione personale.
L' SL 1200 è stato, per oltre 30 anni, lo standard negli impianti delle discoteche.
Che effetto ti fa oggi vedere DJ in consolle con laptop, lettori CD, controller midi?
L'evoluzione è necessaria, d'altro canto la facilità di poter "suonare" con pochissimi investimenti e con la musica scaricata illegalmente e quindi gratis ha portato ad ingrossarsi notevolmente le fila dei dj, che prima subivano una selezione naturale data del fatto che o eri capace a mixare o non lo eri e la musica dovevi comprarla. Questo ha portato secondo me ad un decadimento della qualità degli addetti ai lavori, aiutata anche dal diverso approccio dei gestori dei locali, che chiedono più "bottiglie ai tavoli" che "buona musica".
Ultimamente sto però assistendo in prima persona ad un ritorno al vinile sia per uso hi-fi che per uso djing, molti rispolverano i giradischi perchè stufi di comprare musica virtuale e per differenziarsi dalla miriade di ragazzini che con un controller ed un pc si sentono Louie Vega, adeguatamente foraggiati dalle industrie di elettronica che fiutato il business si son buttate a capofitto nella realizzazione di prodotti "home dj", se ci fai caso in ogni famiglia oggi c'è almeno un dj!
La produzione di giradischi continua per altre marche, segno evidente che c'è ancora una richiesta considerevole; quali pensi siano le ragioni per cui la Matsushita/Panasonic ha deciso di interrompere la produzione del SL 1200?
Matsushita ha avuto un crollo verticale delle vendite dei 1200 nei suoi ultimi 10 anni di carriera. Nel 2010 la richiesta era diventata il 5% di quella del 2000. Di fronte a questi scenari non aveva più senso tenere aperto uno stabilimento dedicato come quello del 1200, che disponeva di una fonderia per l'alluminio e di una sezione per la lavorazione della gomma all'interno, roba impensabile per qualsiasi azienda al giorno d'oggi.
I costi fissi erano naturalmente altissimi ma comunque remunerativi per una produzione a regime come era 10 anni fa, con le vendite colate a picco hanno quindi preferito chiudere che fallire.
Puoi stilarci la tua personale classifica dei migliori giradischi?
Se parliamo di giradischi uso djing direi:
- Technics SL-1200 Mk2
- Technics Sl-1200 M5G
- Technics SP-15
- Audio Technica AT-LP120
- Numark TTX
- Stanton STR8-150
- Vestax PDX-3000
Domanda cruciale: tra i modelli attualmente in produzione, quale può essere individuato come erede del SL 1200?
Purtroppo al momento non c'è nessun erede.
Il 1200 era un figlio dei tempi, quando una richiesta alta aveva giustificato investimenti astronomici per la realizzazione delle circuiterie e dei pezzi meccanici appositamente progettati, oggi non sarebbe possibile offrire un giradischi come il 1200 a meno di 15.000 euro dovendo partire dal foglio bianco.
La recente "riscoperta" da parte del mondo audiofilo ne ha reso le quotazioni in costante rialzo ed è facile prevedere un futuro in costante ascesa per questo "instant classic", non c'è in nessun altro campo un esempio di design industriale così longevo e di successo, guardandone uno oggi chi direbbe che è un progetto del 1979?
Grazie Steezo!
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