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Intervista a Flemming Dalum

Flemming Dalum
Dopo il gran podcast che Flemming ha regalato a tutti noi di electronique finalmente siamo riusciti a scambiare due chiacchiere con questo grandissimo amante della musica elettronica.

Prima di tutto amante, perché trovare persone appassionate come Flemming è cosa rara di questi tempi, uno dei maggiori collezionisti di vinile elettronico focalizzando l’attenzione sulle produzioni dei primi anni ’80, nonché reo di aver compilato i migliori mixati in circolazione da qualche anno a questa parte. Flemming ci parla della sua esperienza come appassionato e, come produttore attento a conservare la sua visione integra e forte.

Ciao Flemming,

E: iniziamo parlando della tua grande passione: la musica italo-disco. Questo genere il cui nome fu coniato in Germania, nel nostro paese fu catalogato con l'appellativo "Dance" comprendente una gamma di suoni che partivano dalla disco fino ad arrivare all'house. Una fenomeno di generalizzazione che toccò anche alla techno nel decennio successivo e che contribuì  ad una cattiva informazione.
Qual'era la scena musicale nel tuo paese, la Danimarca?


F.D.: Oh, questo è un grande argomento!
La scena musicale danese negli anni ’80 è stata dominata da srtisti locali,  che proponevano una miscela di pop e rock. Ma allo stesso tempo, nuovi stili emergevano dalla scena underground internazionale, generi che prendevano i nomi di new wave, new romantic, rap, avantgarde, art-rock, nyrock ecc. Uno di questi nuovi generi era l’italo disco. Ne rimasi colpito ascoltando “Chinese Revenge” di Koto.

Questo capolavoro di puri sintetizzatori mi aprì un varco nell’universo sonoro. Fino ad allora ascoltavo maggiormente musica creata tramite strumenti tradizionali, ma il sintetizzatore aveva una miriade di nuovi suoni futuristici che mi hanno rapito.
I miei dischi italo preferiti sono pieni di sintetizzatori.

Ora abbiamo una divertente scena legata all’italo disco. Molte persone che si avvicinano a questo genere, spesso confondono la scena disco tedesca con la italo disco. Spiacente! Per me questa non è italo! Non dimentichiamo che io amo le produzioni disco tedesche, olandesi, canadesi ecc.. ma questa non è italo. Ok, potreste dirmi che il loro suono si avvicina alla italo, concordo con voi, ma, torno a ripetere, questa per me non è italo.

E: in paesi come il Belgio , l'Olanda e la Germania c'è molto fervore intorno alla musica elettronica analogica. Come spieghi questo ritrovato interesse a distanza di quasi 30 anni?

F.D.: Io amo le vecchie sonorità. Per me la vecchia musica ha uno strano tipo di “tocco magico” che è quasi impossibile trovare ora. Forse perché la musica negli anni ’80 veniva creata da veri musicisti. Grazie alle nuove tecnologie chiunque può fare musica.

Credo questa sia una grande opportunità per l’intera scena musicale. L’aspetto positivo è che molti di questi “non musicisti” hanno la possibilità di pubblicare la propria musica.

 
E: nei tempi in cui non esistevano le tecnologie attuali ti recavi di persona presso le case discografiche italiane per acquistare vinili. Ci racconti qualche aneddoto legato a questi viaggi diventati addirittura soggetto per le grafiche dei centrini di alcuni tuoi dischi?

F.D.: Ebbene si, ho molti bei ricordi.  Sono ancora affascinato dalle  persone che lavoravano a “Disco magic” e a “Il Discotto”. Essi ci permettevano di aprire e cercare in ogni scatola di dischi, assicurandoci di avere i dischi migliori.

E: l'Italia è stata, appunto, patria natale di un sound favoloso. Ha lanciato generi come la Cosmic Disco, osannata ovunque e poi nulla più, fatta eccezione per alcuni produttori di nicchia. Ci sono però alcuni produttori nostrani che non hanno mai abbandonato quelle sonorità, ci hanno creduto ed oggi ricevono il giusto apprezzamento.

Sono dj produttori come gli Ajello, Marcello Giordani, Francisco, i Diaphanoids, Cosmo, Fabrizio Mammarella, Arturo Capone, i Fratelli Riviera per citarne alcuni. Segui le produzioni attuali degli artisti italiani? Ce n'è qualcuno che preferisci o apprezzi particolarmente?


F.D.: Io seguo la scena italiana all’incirca dal 1982, anche dopo che l’italo disco si è trasformata in nuovi generi… Dopo il 1986 ho comprato molte produzioni italiane techno-house…a volte hardcore.
Tutt’ora acquisto dischi italiani. Tu hai mensionato molti artisti, i miei favoriti al momento sono Ajello e Marcello Giordani. Attualmente sono in contatto diretto con Marcello, lui è un gran bravo ragazzo.

E: cosa pensi della scena nu-disco Scandinava monopolizzata da artisti come Lindstrom, Prins Thomas, Todd Terje?

F.D.: E’ ok, ma secondo me è molto più vicina al suono balearico e cosmico…comunque sono contento di vedere l’enorme successo avuto da questi artisti.

E: qual è il dj/producer che più ti ha influenzato in passato e qual è quello al quale guardi con maggiore ammirazione oggi?

F.D.: Tornando agli anni ’80 scelgo sempre tutte le produzioni di artisti come: Sangy, Gigi Farina, Franco Rago, X. Monneret, A. Zanni, S. Cundari, M. Chieriegato, R. Turatti, Mario Flores…oh, sarebbe una lista veramente lunga.

E: hai recentemente collaborato con la Moustache Records di David Vunk per i re-edit di 4 tracce del passato. In futuro potremmo ascoltare qualche brano interamente tuo?

F.D.: Recentemente ho collaborato con Steen Gjerulff, egli fece molti dischi negli anni ’80 in Danimarca. Noi stiamo lavorando su differenti progetti, spero che alcuni vedano la luce nel 2009.

E: la cura e la caparbietà che metti nei tuoi missaggi ti ha portato a vincere nel 2005 il Cybernetic Broadcasting System megamix contest organizzato dal guru I-F.  Ci descrivi cosa c'è dietro i tuoi lavori?

F.D.: Io amo raccontare delle storie attraverso i miei mixati :i miei megamix per “CBS” narrano di galassie, robot ecc. Tutti elementi necessari per “CBS”. Sono veramente pignolo nel creare speciali feeling o atmosfere…Di solito inizio con un’intro di 60 secondi con campioni presi da differenti film sci-fi…per generare tensione prima che la musica inizi.

Pianifico anche di iniziare con un determinato numero di battute, in questo caso 120bpm..per assicurare un alto livello di intensità. E ricordo che fu chiamato “systematic” megamix così io usai piccoli campioni in modo sistematico.
Il mixaggio base fu fatto con due giradischi tradizionali, dopodichè editai pesantemente il tutto con Cool Edit Pro…

E: il primo amore non si scorda mai: il tuo primo vinile

F.D.: Electric Light Orchestra - Discovery

E: hai una classifica personale di strumenti musicali d'annata preferiti? Ce la sveli?

F.D.: Si, tutti i sintetizzatori e le batterie elettroniche utilizzate nell’italo disco dal 1982 al 1985 più la strumentazione utilizzata da Giorgio Moroder in “From here to eternity”.

E: le serate trascorse negli anni 80 sulla riviera romagnola e più in generale in Italia hanno lasciato un ricordo indelebile nella tua memoria. Qual è l'occasione in cui vorresti ritrovarti chiudendo per un attimo gli occhi?

F.D.: Il fantastico show dei “The Creatures” all’ Altro Mondo Studio a Rimini…Specialmente il momento dello strabiliante effetto di laser e luci che accompagnava la canzone “Superfly”. Era incredibilmente cool!

E: quali altri tipi di musica ascolti?

F.D.: Ogni tipo di musica, ma al momento soprattutto vecchia musica degli anni ’80.

E: pensi che i tuoi figli raccoglieranno la tua passione per la musica?

F.D.: Domanda divertente! Mio figlio è il mio più grande fan (risate)! Lui ha 11 anni ed è già molto interessato alla musica italo ed al mixaggio. Lui ama comporre tracce con “GarageBand”.

Ogni volta che siamo in macchina ascoltiamo e cantiamo a squarciagola “Solar Eclipse ” dei Creatures o “Night Train to Nowhere” di Brian Auger. Si, credo che potrebbe ereditare la mia passione per la italo e la collezione di dischi…un giorno ;-)
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