electronic music magazine

Detroit
Chicago
New York
Den Haag

Tin Man

Acid Acid

Poi arriva Tin Man, e tutta una serie di spettri affiorano dal nulla, da quel nulla generale che continua a stagnare nella gran parte dei dischi prodotti in ambito elettronico.
Tin Man è un lampo nel bel mezzo dell’ignoto, giovanissimo, californiano, e chi se l’aspettava!

Il ragazzo raccoglie l’eredità analogica di un ventennio di produzioni acid e costruisce un monumento al genere di quelli che farebbero drizzare i capelli a Phuture in persona. Un triplo vinile che bisogna avere sempre a portata di mano, solchi ricchi d’urgenza creativa, rispetto e pura dedizione verso quella che è una vera e propria malattia, il suono acid.
Tutto il lavoro è costruito intorno alla 303 ed alla 606, due macchine imprescindibili per generazioni di techno lovers, un vero e proprio poema dove le linee della bassline esplodono aggrovigliandosi su se stesse in un gioco che vale svariate paia di scarpe consumate.

Prendete una traccia come “Forever”, 15 minuti di crescendo psichedelico intorno ad una distorsione sonora che evolve pian piano accompagnandosi ad un organo deviato capace di generare una tensione da cardiopalma.
La generazione acid è cresciuta così, dentro un suono che a molti può suonare alieno, non tutti sono in grado di capire, ma quel che è scritto in questi solchi, è qualcosa che và oltre la musica, un’attitudine primaria alla psichedelica, a frequenze che non vanno capite ma seguite, a ritmi che ti sorreggono e trasportano, fino alla fine, fino a quando non avviene il salto, quel determinato momento nel quale si smette di ragionare per seguire un onda.

Tin Man è un manovratore d’onde, uno che apre la bassline e ci scrive pagine di storia, collegandosi al passato suonando innovativo, pesando lo spazio ed il tempo, facendoci letteralmente saltare ed esaltare quando spinge i bassi in “Confusion’s in”,  un brano techno che è l’esempio esatto da seguire, un brano che suona tanto funk quanto dannatamente acido, adrenalina allo stato puro.

Nelle sue escursioni melodiche riesce a farci imbattere in un solco commovente come “Love and Sex”, puro deepness per il terzo millennio, un brano che tranquillamente possiamo accostare alla spiritualità di un Joe Claussell in botta d’lsd.

Non un solo brano che ci distolga dal suo suono, pensate ad un libro che vi entra nell’anima, capitolo dopo capitolo, staccare la spina per poter leggere le prossime righe, immaginarne il testo e rimanere nudi davanti ad una lettura che si rivelerà illuminante, ecco cosa proverete ascoltando d’un fiato i tre vinili di questa parete rocciosa.

Una produzione sublime sotto tutti gli aspetti, una colonna sonora che vi accompagnerà ovunque, perché questa, come ci tengo a ripetere, non è semplicemente musica da club, è un’attitudine, uno stile di vita, questo è un suono che dipinge affreschi di caos, uno scorcio di quotidianità che molti sono costretti a subire e con la quale hanno cominciato a convivere.
Tin Man è il menestrello che incontrerete non appena svoltato l’angolo.
Author: liquid Published: