A distanza di pochissimo tempo dal felice capitolo targato James Holden viene chiamato alle armi uno dei personaggi più significativi dell’epopea garage made in uk, ovvero Mr. Kode 9, al secolo Steve Goodman, dj attivo fin dai primi anni ’90 nei sotterranei londinesi, poi fondatore di una delle label seminali per la scena inglese, la Hyperdub.
Per farvi capire il peso della questione posso dirvi che senza la Hyperdub probabilmente non avremmo ascoltato alcunché di Burial.
Kode 9 ha poi portato la dubstep su un nuovo livello, proponendo nomi e soprattutto suoni estremamente innovativi come Ikonika, King Midas Sound o ancora Kyle Hall.
Per questo nuovo Dj Kicks seleziona un volto della faccenda dubstep che in qualche maniera ci mostra quanto il genere stia radicandosi negli attuali movimenti elettronici, uscendo quindi da quella sorta di cristallino ed autoritario mood inglese per correre incontro a correnti europee legate soprattutto alla techno.
Kode 9 da esperto dj com’è circoscrive soltanto l’anima di ogni brano, tenendo quindi gli stessi per un massimo di 3 minuti, un gran bel viaggio tra ritmi, favolosi incastri e melodie tendenti al dub con artisti come Aardvarck, Grievous Angel, Mujava, Zomby, Ramadanman, The Bug e molti altri ancora che rende chiaro quanto ricco e pieno di possibilità sia questo genere musicale.
Author:
liquid
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