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The Field

Looping State Of Mind

Con il terzo album "Looping State Of Mind", lo svedese Axel Willner, meglio noto come The Field, trova la quadratura del cerchio e ottiene la perfetta sintesi tra i due album pubblicati in precedenza, chiudendo in qualche modo la prima fase del suo percorso artistico.
La classica ripetizione di suoni e l'uso reiterato di loop rielaborati, stravolti e adattati in base alle esigenze ci sono ancora, ma la loro stratificazione è divenuta più complessa, i campionamenti più orientati verso sonorità di matrice ambient e maggiormente di atmosfera: sembra ormai compiuta la metamorfosi che dalla techno del primo album lo ha portato all'introduzione di nuovi, inediti, interessanti elementi.
Sia chiaro, non è ancora terminata l'evoluzione del progetto The Field che, al contrario, si apre ancora di più a possibili sviluppi e potenziali nuovi scenari di contaminazione, ma "Looping State Of Mind" (titolo appropriato che sottolinea la duplice passione di Willner per i loop) è nettamente il disco più maturo e compiuto, sempre più distante dalla miscela di techno e ambient i cui contorni avevano definito il perimetro di "From Here We Go Sublime".
L'inizio in 'medias res' di "Is This Power", il lungo loop atmosferico in "It's Up There" e le atmosfere incantate di "Burned Out" formano la prima parte del disco che si fonde nel passaggio piacevolmente astratto e sospeso dei dieci muniti abbondanti di un sogno chiamato "Arpeggiated Love" (è nota del resto la predilezione di Willner per i brani lunghi).
Ma il vero sogno ad occhi aperti si chiama "Then It's White", piano e voci campionate che si intrecciano e si incrociano oniricamente, prima di sfiorare l'infinito con i suoni distanti, lontani e ipnotici di "Sweet Slow Baby".
 
Senza dubbio, e senza tuttavia affermare niente di particolarmente originale, "Looping State Of Mind" è uno dei migliori album che ci è capitato di ascoltare nel corso di quest'anno: i capolavori sono merce rara anche se, nonostante il termine di per sè sia discutibile e aperto alle diverse interpretazioni, forse in questo caso sarebbe opportuno prenderlo in considerazione.
Author: Antonio Di Gioia Published: