1847, Berlino, Theodor Mommsen (Studioso della storia Romana, e premio nobel nel 1902) fonda un comitato con l’intento di compilare una serie di volumi che descrivessero la vita e la storia della civiltà Romana, il “Corpus Inscriptionum Latinarum”.
Heinrich Dressel, archeologo tedesco, fu inviato nella città sacra per studiare i cocci del monte Testaccio, e, dopo due anni di lavoro, disegnò quello che resta ad oggi uno dei principali strumenti di studio sulle anfore romane, la “Tavola di Dressel”.
1981-1985, Roma, Mario Maggi (Ingegnere e programmatore per la “Elka”, già padre di quel “MCS70” che diede alla luce un album capolavoro come “Automat”) progetta, disegna e costruisce uno dei polysynths più sottovalutati della storia: l’”Elka Synthex” appunto.
2007, Roma, quartier generale del collettivo Minimalrome. Dalle viscere della terra, risorge e torna materia organica lo studioso “Heinrich Dressel”, prende i comandi del polveroso “Elka Synthex” ed inizia a scrivere una storia fatta di note, notte, bagliori, sacri momenti, apparizioni, ricordi ed illuminazioni. Straccia la calma e loda l’inquietudine. E’ una furia incontrollata, fatta d’improvvisazione su di una storia scolpita nella roccia più dura.
”Mons Testaceum” potrà farvi perdere la testa, perfetta colonna sonora dell’insicurezza umana che spinge la mente in quei solitari viaggi fatti a testa bassa, dove l’unica cosa gradita sarà l’angosciante suono della realtà. Un disco che nasce e si instaura nello stomaco, provocando vibrazioni di unica intensità.
Valerio Lombardozzi, già Composite Profuse, decide di scrivere così questo nuovo solco nella musica, dimostrando ormai doti tecniche eccellenti ed un gusto raffinatissimo.
Il disco esce per la Strange Life Records di quel fotutto uomo che è Legowelt, e lasciarlo sfilare nel nulla sarà un errore imperdonabile.
Author:
Ivo D'Antoni
Published: