Padded Cell sulla lunga
distanza! Il duo londinese formato da Richard
Sen e Neil Beatnik sembra godere di un’inesauribile
vena creativa che li ha spinti, in questo primo album in studio, a sondare ad
ampio spettro le soluzioni compositive legate a quelli che sono i loro
interessi, ovvero una sorta di electro esoterica legata indissolubilmente alla
disco.
Album complesso e ricco per il quale è stato necessario il supporto di numerosi
musicisti tra i quali ricordiamo gli italianissimi The Diaphanoids (già
segnalati dal nostro LaCosta per la rubrica vinil touch).
Disco complesso perché vario nello stile, basti pensare che dopo l’inebriante e
suggestiva apertura di "Moon Menace Part II" (forti riferimenti ai Goblin),
con una fantastica melodia in gioco a due tra synth e chitarra, esplode
l’electro gommosa ed instabile di "Savage Skull", per poi cambiare di nuovo rotta
con "Faces Of The Forest" (traccia in pieno DFA style).
"Word Of Mouth" è un vocal tutto graffi, basso e chitarra, la voce di Chloé
Battant tetra e molto convincente, forse l’unica cosa a soffrire è la parte
ritmica, ma la percezione è che sia stata volutamente lasciata nascosta per far
da preambolo alle successive tre tracce maggiormente legate al concetto di
soundtrack.
Si torna a ballare nella bellissima "Triple X Sindrome", un brano electro ricco
di atmosfera e velati richiami disco.
Stesso trattamento, anche se qui navighiamo in lidi ben diversi spetta a
"Konkorde Lafayette", brano che riporta alla mente i lavori di Lindstrom. Qui
l’equilibrio degli elementi è pressoché perfetto, chitarra, synth, batteria,
tromba e basso a creare la migliore melodia del disco.
"Far Beneath London" viaggia quasi al pari della precedente, coniugando la parte
ritmica fatta di congas, piattini, bonghi e grancassa con i veloci giri di
chitarra e la voce robotizzata dei Diaphanoids.
Chiude il lavoro "Are You Anywhere?": batteria in sospensione, accordi jazz,
accenni vocali sospiranti e synth in rientro dall’orbita.
Quando la sostanza abbonda a dismisura risulta quasi inopportuno badare ai
difetti.