Quella
che mi appresto a raccontare, è la fantastica storia che vede protagonistaPaul Frankland, musicista britannico reduce
dalla devastante stagione dei rave. Siamo nei primi anni ’90, e le forme di
approccio ad una tale rivoluzione musicale possono solamente essere 2, la prima
è quella che ha interessato in larga parte il pubblico frequentatore delle
notti “gialle”, ovvero un totale abbandono del corpo e della mente ai dettami
del ritmo.
La seconda è quella che ha fatto si che nascessero, dalle ceneri di quelle
devastazioni, una serie di personaggi che hanno poi contribuito all’evoluzione
del movimento, apportando idee, suoni, correnti di pensiero. Un approccio più
meditativo, intimo, in costante fermento psichico.
Siamo nel 1993, ed al “Future Music talent competition”, appunto una
competizione per artisti emergenti svoltasi a Londra nello stadio di Wembley,
un certo Mixmaster Morris rimane a dir poco stupito dall’esibizione di Paul
Frankland, che in quell’occasione si trova a sfidarsi con un suo vecchio
compagno di college, Brian Dougans, si, mister Future Sound of London.
Le registrazioni di quell’ esibizione girarono nelle cuffie della stampa
specializzata britannica, e raccolsero consensi in ogni dove.
Molte etichette si affacciarono all’artista dopo quella sfuriata mediatica, ma
la sua scelta, fu quella di rimanere in sordina ancora un po’, evitando di
cadere nella morsa di qualsiasi major. Ora forse starà piangendo di quella
scelta, ma noi, quelli che non avremmo potuto pensarla diversamente, sappiamo
il vero valore di quelle rinunce, apprezziamo ed elogiamo la sua musica, materializzatasi
attraverso 2 stupefacenti album pubblicati dalla em:t records.
Woob e Woob2 sono le due fantastiche creazioni di un musicista che tinse di
genio le sue note. Due album che mettono a nudo il ritmo, il dub e le
coscienze.
Tappeti melodici che penetrano l’anima, corrompendola fino a farla abbandonare,
poi, totalmente al ritmo. Un ritmo che emerge dalle viscere, come nei migliori
insegnamenti della trance africana.
Due stralci di vita nei quali si è voluto raccontare un pensiero, un’attitudine
alla riflessione ed al vero. Al vero della musica, quell’embrione che esce allo
scoperto soltanto scavando con tutta la forza.
Questo è quello che abbiamo sempre cercato in certa musica elettronica,
qualcosa che riesce soltanto ai migliori, qualcosa che diventa inaccostabile a
niente altro, diventando inevitabilmente punto di riferimento. Questa è la
manifestazione di chi ha guardato ad un movimento sempre con intelligenza e
paga remissione.
Questa è la musica di Paul Frankland.
p.s. Attualmente i due album si possono acquistare soltanto usati a prezzi da
capogiro.