New York
Chicago
Detroit
Den Haag
Timeless Beats /

Craig Leon Region Of Fleeing Civilians

Region Of Fleeing Civilians

Appena terminata la scuola superiore Leon apre uno studio di registrazione nella sua Miami, punto di riferimento delle band locali e luogo in cui inizia le sue prime composizioni.
Nel 1974 il co-proprietario dell’etichetta Sire, Richard Gottehrer, si affida dapprima alle registrazioni di Leon (per un gruppo appena lanciato, i Climax Blues Band) e successivamente, colpito dalla passione, dalla professionalità e dal talento produttivo di Leon, Gottehrer convince lo stesso Leon a trasferirsi a New York.

Appena ventiduenne, Leon si ritrova così a essere il nuovo manager della divisione A&R (Artists and Repertoire) della Sire, ossia il responsabile della scoperta di nuove band da mettere sotto contratto.
Siamo alla metà degli anni ’70 e Leon è nel posto giusto al momento giusto: la scena musicale punk newyorkese sta esplodendo.
Durante delle performances live in un locale, Leon si innamora del suono e dello stile di una band, i Ramones. Passano pochi mesi e Leon ha già prodotto il loro album di esordio.

Subito dopo è la volta di Blondie, dei Talking Heads, di Richard Hell & the Voidoids e del debutto del duo electronic-noise Suicide, il cui LP ispirerà poi Sonic Youth, Joy Division, Depeche Mode e che costituisce, ancora oggi, il vangelo per i gruppi emergenti di indie & electronic rock.

Region Of Fleeing Civilians è tratto dall’album Visiting, secondo lavoro uscito nel 1982 con il proprio nome e sequel di Nommos, l’album di esordio dell’anno precedente.
Appassionato di storia delle civiltà antiche, Leon trae ispirazione nei suoi due lavori dalle vicende incredibili dei Dogon, tribù del Mali studiata negli anni ’30 da ricercatori francesi.
Attraverso la musica Leon immagina così delle risposte sull’origine delle conoscenze astronomiche impressionanti possedute da quella popolazione africana, tra cui la conoscenza precisa delle quattro lune maggiori di Giove e, in particolare, il possesso di dati molto specifici e particolari sulla natura, densità, orbita e composizione di Sirio, da loro ritenuto un sistema stellare “ternario”.

Peraltro la scoperta di Sirius C (la terza stella di Sirio), fatta “solo” nel 1997 dai nostri astronomi, mette oggi ancora più in crisi i critici che si erano sempre difesi dietro la natura “binaria” del sistema di Sirio: già nel 1931 i Dogon descrivevano con precisione questa terza stella del sistema di Sirio, conosciuta come “Emmeia”, insieme a “Po” (Sirio A, scoperta nel 1862) e a “Po Tolo” (Sirio B, scoperta nel 1926 ma fotografata solo nel 1970).

A questo punto si aprono due ipotesi: o in passato le civiltà erano più evolute di noi con sofisticate apparecchiature strumentali a disposizione, oppure quel tipo di conoscenza trae origine da civiltà non terrestri (i Dogon dichiarano di aver ricevuto quelle conoscenze da un popolo di Sirio, i Nommos per l’appunto, prossimi ad un re-incontro con i terrestri al fine di condividere la comunione e la comprensione del Cosmo).

In questo secondo caso è facile intuire i messaggi della copertina e della musica non solo di Nommos ma anche di Visiting.
Ipnotico siderale.

AUDIO LINK

Redazione Written by: Pubblished: