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Album Reviews /

Walls Coracle

  • Label / Kompakt
  • Catalog /
  • Format /
  • Released / Sep 2011
  • Style / ,
  • Rating /
    8/101
coracle

Non era facile ripetere il successo ottenuto con l’album di debutto dello scorso anno: numerosi, infatti, sono stati i riconoscimenti prestigiosi tra i quali, solo per citarne alcuni, la scelta come miglior album, nella sezione ‘electronica’, per la rivista Mojo nonchè l’inserimento nella classifica dei migliori dischi dell’anno secondo Nme.
Ma Sam Willis e il ‘nostro’ Alessio Natalizia, pur lusingati dalla meritata attenzione che ha circondato il loro album omonimo, non hanno perso tempo, cominciando a lavorare su nuovo materiale non appena terminato “Walls”, con l’abituale dedizione, passione e precisione che li contraddistingue. Persone serie e scrupolose i due, e “Coracle” testimonia il lavoro e l’attenzione con cui hanno proseguito la loro personale commistione di ‘electronica’ e sonorità shoegaze.

Il risultato conferma quanto di positivo già espresso in passato, spingendosi oltre nella loro ricerca musicale e compiendo un passo in avanti: nuove soluzioni, nuovi esperimenti che, pur continuando il percorso cominciato con “Walls”, approfondiscono ed esplorano gli stessi temi con approcci e punti di vista diversi, leggermente più ritmici rispetto al passato e più influenzati da suoni di matrice ‘kraut’ rock, ma affini al loro suono. Perchè i Walls sono riusciti a creare un loro suono, un marchio di fabbrica originale che li contraddistingue e li rende in qualche modo unici.

L’apertura di “Into Our Midst” è un’introduzione affascinante, la porta di accesso a quaranta minuti suddivisi in otto brani che rispecchiano l’universo sonoro dei Walls, musica meditativa ed evocativa, che acquista profondità e consistenza con l’ingresso della voce di Alessio Natalizia, prosegue nella deliziosa e sognante “Heat Haze”, e giunge all’ottima “Sunporch”, singolo che ha anticipato l’album. “Vacant” è ambient sopraffina al di fuori di spazio e tempo, “Raw Umber/Twilight” comincia estatica, acquistando lentamente spessore con un intreccio sonoro elaborato e celestiale che prepara il terreno ai suoni celestiali di “Ecstatic Truth”. Uno stacco netto e imprevedibile introduce l’ambient cristallina di “Drunken Galleon”, sublime e degna conclusione di un viaggio intimo e di rara intensità.

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