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E.P. 260 “Dj Edition” – The Mystic Jungle Tribe

The Mystic jungle Tribe

Entità ancora poco conosciuta quella dei The Mystic Jungle Tribe ma già particolarmente articolata in progetti ed idee che meritano tutto il supporto possibile, specialmente dopo aver ascoltato il loro disco di debutto, Solaria, che è un faro abbagliante nella discografia italiana targata 2015. Siamo felici di ospitare il loro intenso podcast e l’intervista nella quale ci illustrano il loro percorso ed i loro progetti. Buona lettura e buon ascolto!

Come nasce il progetto The Mystic Jungle Tribe, quale background e soprattutto quali propositi?
Il progetto Tribe nasce come un’esperienza visionaria, mistica ed a tratti edonista resa tangibile attraverso un preciso linguaggio musicale. Il background attinge da un remoto momento storico, letterario e cinematografico – il proposito quello di tramutare queste immagini in musica e raccontarle.

Ci incontriamo di notte in studio e diamo libero sfogo ai nostri impulsi triviali, selvatici e a tratti ancestrali importunando i più aulici concetti di composizione musicale attraverso un criterio del tutto personale. C’è un ossessivo lavoro di ricerca sul suono, il proposito è quello di spremere e consumare al massimo le strumentazioni di cui disponiamo partendo da una fase di “scrittura” appuntando patches e scale di riferimento su carta per arrivare alla parte creativa dove registriamo in live take la struttura generale del pezzo. Solo successivamente, anche a distanza di settimane, ci dedichiamo ad una sessione di “montaggio” ed overdubbing dove necessario.

The Mystic Jungle Tribe

Sembra chiaro che dietro la crew stiano nascendo alcuni progetti tra i quali quelli legati alla Periodica Records, potete raccontarci cosa si propone la label, e quanto ampio è il vostro mondo?
In origine doveva essere semplicemente una piccolissima etichetta indipendente poi la cosa ci è sfuggita di mano ed abbiamo iniziato ad allargare il raggio d’azione gettando le basi per una vera e propria cooperativa artistica circoscritta e connessa a varie piattaforme. Early Sounds è chiaramente il marchio più conosciuto potendo contare già su un catalogo solido e continuerà ad essere la parent label, su Periodica ci si concentrerà maggiormente su realtà attuali che esulano assolutamente da ogni apparente logica di mercato; ci sarà una terza sorella – Halfway Ritmo – dove vedranno luce quasi esclusivamente brani inediti di artisti del panorama fusion / jazz-funk. Considerando le attuali tempistiche di stampa, verso la fine dell’anno saremo in grado di rilasciare qualcosa.

E’ vero quanto descritto sull’info sheet di Icio Omegha? Potete raccontarci un po’ com’è andata questa storia?
Certo, ero ospite (io, Dario) da amici a Stromboli ed è lì che ho incontrato Maurizio (Icio) – mi ha invitato nel suo studio e tra vecchie monitor di legno, sintetizzatori e tonnellate di dischi abbiamo iniziato ad ascoltare delle vecchie registrazioni su cassetta. E’ un personaggio abbastanza particolare ed imprevedibile non è stato facile persuaderlo nel darmi la possibilità di rilasciare la sua musica dato che la musica era un capitolo abbandonato da tempo dato che in quel momento le sua principale preoccupazione era gestire una piccola galleria d’arte dove espone i suoi quadretti naif.. E’ stato il bassista di una band torinese degli anni 70/80 gli “U.C.O.” (Universal Condition Orchestra) oltre ad aver lavorato in radio e gestito un club notturno dove si dilettava come selector.

I brani che abbiamo scelto si avvalevano della collaborazione del percussionista Maurizio Zamborlini (detto “Zambo”) alle prese con una batteria elettronica Roland, esclusa “Stromboli Senza Filtro” che si tratta di una sessione notturna di sitar e percussioni “domestiche” registrata  alla buona durante un soggiorno invernale nelle campagne piemontesi dove erano soliti riunirsi i membri della band.
Attualmente credo che la nostra iniziativa abbia rianimato in lui l’interesse per la ricerca musicale, lo scorso inverno ci ha mostrato delle fotografie di lui intento su mantra machines e un’abbozzo di sistema modulare.

The Mystic Jungle Tribe

Dove è stato registrato questo podcast e cosa potete dirci in merito?
Una sera in studio ci siamo proposti di creare una sequenza mixata attingendo esclusivamente dal materiale in uscita sulle nostre piattaforme.
Per trattenere la curiosità preferiamo non divulgare la tracklist, possiamo però dire che nell’assortimento dei brani ci sono degli inediti di K. Kruger (approfitto per ringraziare Massimo e Flavia), una rielaborazione di Nu Guinea per Tony Allen (in uscita a breve sotto catalogo Comet/Early Sounds) e degli estratti di un Lp di cui abbiamo ottenuto recentemente i diritti per la ristampa.
Ovviamente il tutto condito da numerose produzioni in-house che comprendono anche vecchie registrazioni di un noto autore italiano (che per il momento vuole restare anonimo, il suo nome ancora circola dalle parti di Sanremo).

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