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Ever Moving #1 Ep

  • Label / Get The Balance Right!
  • Catalog / GTBR 001
  • Format / Vinyl
  • Released / 07/2014
  • Style / ,
  • Rating /
    9.5/101
Ever Moving ‎– #1 EP

Non è dato ancora sapere chi si celi dietro lo pseudonimo di Ever Moving, sono mesi che scandagliamo la rete alla ricerca di informazioni, ma ad oggi, e sono passati sei mesi dalla pubblicazione di questo straordinario Ep intitolato semplicemente #1Ep, tutto rimane avvolto dal mistero.

 Ever Moving ‎– #1 EP Per quale motivo tanta attenzione? Presto detto, i cinque brani che compongono il vinile in questione sono un riuscitissimo connubio tra electro acquatica ed emotiva, funk spaziale e techno-soul eterea e seducente. Drexciya, esatto. C’è poco da andar lontani, siamo esattamente in quel territorio, ed immaginare un esordio di tale lucidità appare abbastanza azzardato, a meno che lo sconosciuto in questione non sia talmente innamorato della materia d’averla assorbita e metabolizzata anche in fase di produzione.

Fatto sta che questo bellissimo Ep è uno dei gioielli segreti dell’anno appena trascorso, ci ha coinvolti dal primo all’ultimo solco, partendo dalle iniziali melodie di Lagoon Drive che evocano sentimenti rilassati mentre note di tastiera dai toni alieni punteggiano il convulso giro di basso che sembra strappato, in tutta la sua ovattata parvenza, ad un bolide electrofunk degli ’80. In Underwater Love sembra addiritura di scorgerlo Stinson, il grado di malinconia del brano arriva dritto al cuore a bordo di questa electro fiabesca con gli hit hat che scandiscono limpidi mentre le tastiere dipingono melodie alla melassa. Giochi ritmici semplici, ma è proprio negli arrangiamenti che i brani acquisiscono spessore, perché gli incastri tra i pads, le melodie ed il ritmo sembrano mostrare degli accorgimenti stilistici curati come si cura il proprio figlio. La chiusura del primo lato: Mirror’s Edge / Becoming, punta ad un astrattismo cosmico che riporta alla mente alcune cose più mentali di Plant43, con quell’accento puntato sulle sonorità vitree e trasparenti.

Non perde il filo nella b-side, Other Side Wonders affonda di nuovo in una sublime melodia che ci trascina dalle parti di “Andreaen Sand Dunes”, facendoci gioire con quella narrativa romantica che solo certa electro è in grado di rendere. In questo c’è poco da far confronti, la libertà espressiva ed il grado di creatività, tanto con il ritmo quanto con la melodia, che ci consente l’electro è difficilmente replicabile in strutture più lineari come possono essere quelle techno o house.

Space Jam #461 è pura cremeria techno/house, eccoci qui, il tiro aggiustato ed il dessert da dancefloor fa la sua apparizione tra fantasmi sintetici e melodie in piena deep house era. Se trovate qualcuno che ve lo fa ballare alle sei del mattino potreste non dover chiedere più nulla a nessuno.

Un disco che è già un caso, musica che è un dovere verso voi stessi.