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Album Reviews /

Steve Brand The Path Of The Heart

  • Label / rMachinery
  • Catalog / rM0057
  • Format / CD
  • Released / 05/2016
  • Style /
  • Rating /
    8/101
The Path Of The Heart

La Relaxed Machinery è un’etichetta con sede negli USA che da diversi anni compie un nutrito lavoro di indagine su musica ambient, lasciando ampio spazio ad artisti poco conosciuti e di cui, necessario sottolinearlo, è più che un piacere ascoltarne brani e registrazioni.

Una label che agisce come un collettivo di artisti riunito sotto un unico nome, guidato e stimolato dalla passione per influenze e sonorità ben precise: una forgia incontaminata, non tanto per le sonorità a cui si rifà, quanto per un criterio semplice e basilare nel dare forma a ogni opera rilasciata.

La rMachinery è quindi una tra le varie realtà sul genere che ha fatto dell’esplorazione il suo leitmotiv e di cui vi parliamo proprio nel momento in cui John Koch-Northrup (owner/artista) ha deciso di bloccare momentaneamente gli ingranaggi di questo macchinario iperattivo.

Steve Brand performing

Tra i 55 album rilasciati, per lo più in digitale, spunta qualche edizione limitata in CD, come la suddetta di Steve Brand (al secondo Stephen Brand, co-owner e produttore), tra gli artisti di punta di rMachinery  per le sue numerosissime pubblicazioni in compagnia di John Koch. The Path of the Heart è frutto di varie sessioni di studio, a partire dal 2014, in cui sono impresse riflessioni personali sulla sua vita e sul rapporto platonico tra il suo essere e il pianeta terra.

Sono sei le tracce ambient che compongono l’album e ognuna di esse riesce a propagare energia vitale e vibrazioni rigeneranti, che trascendono in un’atmosfera estatica contraddistinta da picchi emozionali davvero intensi: tra questi, la penetrante voce in ‘Let It All Fall Away’ che appunta la collaborazione tra Brand e il terapista e ritualista Mark Seelig.

The Path Of The HeartDa tener presente, che le 50 copie di questo piccolo album, così come il numero limitato di pezzi disponibili per le poche altre su supporto fisico, sottolineano per certi versi la dimensione “umana” del lavoro di rMachinery: questo aspetto compiace e inevitabilmente impreziosisce la scoperta, anche se a farne le spese sembra essere proprio la percettibilità del loro operato.

Ad ogni modo, la label statunitense ha dato forma a un gran bel archivio sul genere, arricchito anche da interviste e retroscena sugli artisti, reperibili sul sito ufficiale: non sarebbe male concedersi un po’ di tempo per ascoltare per intero i validi e numerosi lavori proposti.