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Single Reviews /

Steeve Moore Panther Moderns

  • Label / L.I.E.S.
  • Catalog /
  • Format /
  • Released / 10/2012
  • Style / , ,
  • Rating /
    9/101
Steve Moore - Panther Moderns

Steve Moore è un produttore americano prolifico e ispirato, conosciuto ai più attenti anche con diversi altri alias che vanno spesso a connotare lo stile di volta in volta espresso nelle sue numerose produzioni e remix.
Steve è Lovelock e Gianni Rossi, ed è inserito nella formazione di almeno altri tre progetti in collaborazione con altri artisti: Miracle, Titan e Zombi.

Moore possiede una vena artistica eclettica ed è un vero e proprio mago del synth, le sue produzioni esplorano molti ambiti delle sperimentazioni possibili nella composizione della musica elettronica, spaziando dall’ambient alla techno, passando per il soundtrack, l’electro, la italo-disco, il noise; ognuno di questi elementi che l’artista tocca sembra poi andare ad influenzare l’altro in un percorso artistico e compositivo ricco di idee e spunti molto interessanti.
Le produzioni di Steve Moore, con i suoi diversi alias sono state pubblicate da etichette come Cuneiform, Mexican Summer, Relapse, Static Caravan, Temporary Residence, Permanent Vacation, Internasjonal, Mindless Boogie, Kompakt e L.I.E.S.

Proprio quest’ultima è l’etichetta per cui l’artista ha prodotto i suoi più recenti lavori in ambito techno, tra cui “Panther Moderns ep”, disco oggetto della nostra recensione, release numero 10 del catalogo L.I.E.S., la cui uscita sul mercato era inizialmente prevista prima dell’estate ed è poi slittata al mese di ottobre.
L’ep, composto da tre tracce, inizia con la titletrack: un synth oscuro e dal sapore cosmico ci accompagna laddove prendono iniziativa cassa, pad, una bassline ribollente di umori acidi e un battere metallico che si fondono, crescono, creano scompiglio su un tappeto dal quale riemerge poi il synth che malinconicamente conduce cassa e bassline alla chiusura del sipario.
Sul lato A troviamo ancora “Beyond Tyken’s Rift”: apre la scena il luminoso arpeggio, crea tensione la bassline, pesta forte la cassa; la tensione cresce ed entra di nuovo il synth: epico protagonista che stende il suo velo oscuro sul tutto fino a sfumare in una scia di argentea polvere di stelle.
Sul lato B c’è “Ancient Shorelines”: arpeggi cosmici che corrono uno di fianco all’altro intrecciando perfettamente le loro traiettorie, una scia rotolante, il kick: inesorabile a scandire i battiti; il pad e l’energia che si accumula ed esplode drammaticamente in una supernova.

L’ascolto immersivo di questo disco, meravigliosamente carico di atmosfere cosmiche e melodrammatiche conduce in un viaggio tra le galassie più oscure dove potremo vivere momenti di forte epicità e coinvolgimento emotivo.
Un lavoro di assoluto spessore.

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