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L.U.C.A. Precipizio 1

  • Label / Edizioni Mondo
  • Catalog / MND 001
  • Format / Vinyl
  • Released / 09/2013
  • Style / ,
  • Rating /
    8/101
L.U.C.A. - Precipizio 1

Notizie circa la pubblicazione del progetto L.U.C.A. se ne hanno più o meno dalla notte dei tempi, una specie di leggenda che aleggiava nei cieli romani, e finalmente eccolo, in una prestigiosa edizione da 180 grammi, pubblicato per la Edizioni Mondo, label della quale si evince un rapporto con la Running Back e da non confondere con la Mondo che sta ristampando colonne sonore di Fabio Frizzi, Jerry Goldsmith, Eugenio Mira ed altri ancora. Quel che sembra avere senso compiuto è invece il riferimento al “mondo movie”, un genere cinematografico sviluppatori in Italia sul finire degli anni ’50 (anche se la nascita ufficiale del genere viene collocata nella pubblicazione della pellicola Mondo Cane del 1962) e volto a tematiche sessuali e violente raccontate sotto forma di documentati.

Ed è proprio in questo contesto che va ad inserirsi la creatura di Francesco De Bellis (Francisco, Mister Cisco n.d.r.), un progetto dedicato ad atmosfere ambientali che rimandano a musiche che hanno sonorizzato tempi lontani, quell’immenso universo musicale che fa capo alla library music degli anni ’60 e ’70, suoni che fanno parte del background dell’artista che in questo primo Ep ci regala un’apertura sublime con il brano “Blue Marine”, una suite musicale che descrive con generosità di dettagli l’asse easy listening dal sapore acquatico proprio di quel lasso temporale sospeso tra le decadi sessanta e settanta.
E’ tutto un gioco di registrazioni ambientali con il mare in primo piano, gli strumenti a percussione sono inseriti con delicatezza, lasciando ampio respiro ad ogni singolo battito, la melodia ha un che di soave e tutto assume quel sentimento nostalgico che è forse la miglior chiave di lettura dell’intero Ep, un brano superbo.

Il lato B apre con i torbidi accordi di “Cacciatori di Frodo”, qui le atmosfere si fanno cupe, un giro che fa l’occhiolino ad un suono più elettronico e cupo, siamo proprio nell’orbita di sonorità che possono ricordare alcune cose di Fabio Frizzi, qui esplode poi un fraseggio tra chitarra e basso, tutto intorno echi, versi, voci, organicità densa che verso il quarto minuto restituisce un fronte melodico di nuovo alleggerito e, volendo, squisitamente ironico.

Chiude i giochi “Precipizio”, un esercizio stilistico a dir poco illuminante che mette allo scoperto la maestria di L.U.C.A. nel cimentarsi nel mai dimenticato mondo della library music, celebrando quello che ci auguriamo un ritorno in pianta stabile.
Se queste sono le premesse…