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Timeless Beats /

Peppino De Luca, I Marc 4 L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio

  • Label / Sonor Music Editions, GDM
  • Catalog / SME 6, GMD 6602
  • Format / Vinyl
  • Released / 11/2014
  • Style / , ,
  • Rating /
    10/101
Peppino De Luca - L'Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio 300x300
  • ITALIANO
  • ENGLISH VERSION

Non è un thriller. Non è un noir. La sceneggiatura non brilla per originalità. I colpi di scena sono abbastanza prevedibili. I personaggi poco approfonditi sul piano psicologico. Le scazzottate, gli inseguimenti e le sparatorie tra i leitmotiv del cinema giallo. “L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio (Man With Icy Eyes)” (1971), girato da Alberto De Martino, non è tra i più mirabili film dei primi anni Settanta, eppure ha consegnato ai posteri una straordinaria colonna sonora in bilico tra funk e jazz, firmata da Peppino De Luca con I Marc 4.

La recente ristampa (2014) per conto di Sonor Music Editions e GDM assume un valore doppio perché, durante quel periodo, l’album non fu mai destinato alla vendita, ma distribuito dalla srl Pegaso in copie promozionali. Lo score di “L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio” rappresenta, inoltre, uno degli ultimi lavori del trombonista Peppino De Luca, talvolta cantante con interventi scat, precoce membro dei Tradional Dixielanders e, sempre con Gianni Marchetti al pianoforte, della Second Roman New Orleans Jazz Band.

Peppino De Luca, autodidatta con svariate esperienze alle spalle, muore infatti nel 1974 a causa di un tumore. Ciò nonostante, i suoi pochi contributi in note per la settima arte, così come per il piccolo schermo, non sono passati inosservati. Il musicista collaborò con registi quali Liliana Cavani, Sergio Martino e Franco Prosperi. La maggiore notorietà deriva, però, dal commento psichedelico de “La Ragazza Con La Pistola” (1968) di Mario Monicelli, pellicola candidata al premio Oscar nel 1969 come miglior film straniero.

“L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio”, insolitamente ambientato tra il Messico e gli Stati Uniti, racconta la vicenda di Eddie Mills, giornalista di un quotidiano locale, che nutre seri dubbi sull’assassinio del senatore Roberts. Tutte le accuse sembrano ricadere sul messicano Valdez, reo di avere più di un motivo per vendicarsi di lui ma, soprattutto, colpevole di essere stato visto aggirarsi sul luogo del delitto. Con l’aiuto di un testimone, il protagonista cercherà il vero killer mettendo a rischio la propria vita per un senso di giustizia.

L'Uomo Dagli Occhi Di GhiaccioSe del film si ricordano forse più gli attori, Antonio Sabato e Barbara Bouchet, è la musica, opera di un vero e proprio ‘dream team’, a destare maggiore curiosità. Peppino De Luca è accompagnato da I Marc 4 – virtuosa band il cui acrostico è formato dai nomi di Maurizio Majorana (basso), Antonello Vannucchi (pianoforte), Roberto Podio (batteria) e Carlo Pes (chitarra) – con Gino Marinacci al flauto, Vincenzo Restuccia alle percussioni, più il coro de I Cantori Moderni Di Alessandroni e la voce solista di Edda Dell’Orso.

Basta ascoltare L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio per rendersi conto della qualità messa in campo: il ritmo è subito agile, sostenuto dal clarinetto e dagli ottoni, con i vocalizzi del coro sullo sfondo. Dopodiché, si distende dapprima in brevi aperture melodiche d’archi e riprende poi incessante. Il calore della prima traccia del lato A si propaga alla successiva, I Tre Messicani, e si fa più cupo nella variazione bossa de L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Incontro », con vocalizzi di Edda Dell’Orso e ottimo assolo di Gino Marinacci.

Forti emozioni con Corsa Mortale tra il rombo del trombone e il motore di batteria e basso, senza dimenticare le accelerazioni degli ottoni e del clarinetto. Più sognante Unisex, ennesima dimostrazione dell’abilità de I Marc 4 nel tratteggiare un sound sexy legato a doppio filo alla suadente voce del cinema di genere tricolore. Alla sincopata e nervosa Ruota Rovente seguono due temi atmosferici: L’Astrologo dal sapore magico e Metronomo Della Morte dal ritmo più ansiogeno e paranoico.

L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Amore », altra breve variazione del tema principale, apre il lato B, con la seguente Falso Testimone a riprendere, invece, il ritmo di Ruota Rovente. Situazione Drammatica, ennesimo spartiacque, rimarca un momento di suspense: perfetto l’uso ossessivo di basso, chitarra, piatti, percussioni e una lenta e distante tromba. Riflessiva Sera Ad Albukerque, tra archi dissonanti e clarinetto riverberato; scatenata Il Killer, nuova ripresa di Ruota Rovente, ben sottolineata dagli ottoni.

Terzultima traccia dell’album è L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Ultima Immagine », che richiama il tema principale, ma affidandolo completamente alla chitarra acustica di Carlo Pes e al clarinetto di Gino Marinacci. Il Verdetto è un altro frangente atmosferico, con il basso intento a simulare il ritmo cardiaco e le percussioni a scandirne il tempo. Infine, La Sedia Elettrica, crescendo di archi dissonanti, batteria e basso. Con soli trenta minuti, la partitura di Peppino De Luca entra dritta nella storia del cinema dei ‘mondi neri’.

It’s not a thriller. It is not a noir. The script does not shine for originality. The twists are fairly predictable. Characters are little depth on the psychological front. Fistfights, chases and shootouts the leitmotiv of the giallo movie. “Man With Icy Eyes (L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio)” (1971), shot by Alberto De Martino, is not among the most admirable films of the early seventies, but it delivered to posterity an extraordinary soundtrack between funk and jazz, signed by Peppino De Luca with I Marc 4.

The recent reissue (2014) on behalf of Sonor Music Editions and GDM assumes a double value because, during that time, the album was never released to be sold, but distributed by srl Pegaso in promotional copies. The score of “Man With Icy Eyes” is also one of the last works of the trombonist Peppino De Luca, sometimes scat singer with interventions, early member of Tradional Dixielanders and, always with Gianni Marchetti at the piano, of the Second Roman New Orleans Jazz Band.

Peppino De Luca, autodidact with varied experiences behind, in fact, died in 1974 due to a tumor. However, his few contributions in the notes to the seventh art, as well as for the small screen, have not gone unnoticed. The musician worked with directors such as Liliana Cavani, Sergio Martino and Franco Prosperi. The greatest fame stems, however, from the psychedelic comment of “The Girl With The Pistol” (1968) by Mario Monicelli, film nominated at the 1969 Academy Award for Best Foreign Film.

“Man With Icy Eyes”, unusually set between Mexico and United States, tells the story of Eddie Mills, a journalist from a local newspaper, which has serious doubts on the murder of Senator Roberts. All accusations seem to fall on the Mexican Valdez, guilty of having more than one reason to take revenge on him but, above all, guilty of having been seen wandering on the crime scene. With the help of a witness, he sets out the real killer risking his life for a sense of justice.

L'Uomo Dagli Occhi Di GhiaccioIf we easily remember the two main actors, Antonio Sabato and Barbara Bouchet, is the music, work of a true ‘dream team’, to arouse more curiosity. Peppino De Luca is accompanied by I Marc 4 – virtuous band whose acrostic is formed by names of Maurizio Majorana (bass), Antonello Vannucchi (piano), Roberto Podio (drums) and Carlo Pes (guitar) – with Gino Marinacci on flute, Vincenzo Restuccia on percussion, plus the choir I Cantori Moderni Di Alessandroni and solo voice of Edda Dell’Orso.

Just listen to L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio to realize of the quality in the field: the pace is agile, supported by the clarinet and the brass, with the vocals of the chorus in the background. After that, it relaxes first in brief melodic strings and then resumes relentless. The heat of the first track of side A is propagated to the next, I Tre Messicani, and gets darker in the bossa variation of L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Incontro », with vocals of Edda Dell’Orso and great solos of Gino Marinacci.

Strong emotions with Corsa Mortale between the trombone and the engine roar of drums and bass, not to mention the acceleration of the brass and clarinet. Unisex is more dreamy, yet another demonstration of skill of I Marc 4 in outlining a sexy sound doubly linked to the persuasive voice of the tricolor genre cinema. The syncopated and nervous Ruota Rovente follows two atmospheric themes: magical flavor L’Astrologo and Metronomo Della Morte crossed by an anxiety-provoking and paranoid pace.

L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Amore », another short variation of the main theme, opens side B, with the following Falso Testimone to resume, however, the pace of Ruota Rovente. Situazione Drammatica, another watershed, remarks a moment of suspense: perfect the obsessive use of guitar, plates, drums, and a slow and distant trumpet. Reflective Sera Ad Albukerque, between dissonant strings and clarinet reverberated; unleashed The Killer, new take of Ruota Rovente, well emphasized by the brass.

Third last track on the album is L’Uomo Dagli Occhi Di Ghiaccio – « L’Ultima Immagine », which recalls the main theme, but entrusting it entirely to Carlo Pes’ acoustic guitar and Gino Marinacci’s clarinet. Il Verdetto is another atmospheric juncture, with the bass intents to simulate the heart rhythm and percussion to set time. Finally, La Sedia Elettrica, a crescendo of dissonant strings, drums and bass. With only thirty minutes, the score of Peppino De Luca enters straight in the history of the cinema of ‘blacks worlds’.